Gli scienziati fissano la data per la “fine del mondo”: un giorno particolarmente sfortunato

La Fine del Mondo: Una Predizione Sul Futuro della Popolazione Umana

Le agende di lavoro di Microsoft Outlook potrebbero doversi adattare a una notizia sconvolgente: il mondo finirà il 13 novembre 2026. Sì, proprio un venerdì 13. Questa data catastrofica proviene da un paper di ricerca pubblicato nel 1960 su Science, una delle riviste scientifiche più accreditate.

I ricercatori dell’Università dell’Illinois sono giunti a questa conclusione alquanto fosca esaminando le statistiche demografiche. “A questa data, la popolazione umana si avvicinerà all’infinito se continuerà a crescere come ha fatto negli ultimi duemila anni”, hanno scritto gli autori. “I nostri pronipoti non moriranno di fame; saranno schiacciati a morte”.

Perché il 13 novembre?

La ragione principale per cui ci avviciniamo a questo destino imminente è l’eccesso di popolazione. I ricercatori hanno redatto un programma di disastro piuttosto specifico esaminando 24 stime della popolazione mondiale risalenti a 2000 anni fa. Gli esseri umani, secondo gli studiosi, sono sorprendentemente diversi dalle mosche della frutta. Se troppe mosche vengono stipate in una bottiglia di latte, la competizione e la scarsità di risorse le porteranno all’estinzione. Tuttavia, gli esseri umani hanno la capacità di collaborare, permettendo alla nostra popolazione di aumentare all’infinito, portando all’auto-annientamento a causa dell’intelligenza collettiva.

Per fermare questa catastrofe, i ricercatori hanno proposto una sorta di “peoplo-stat” per limitare la popolazione, ad esempio, imponendo tasse alle famiglie con più di tre figli per ridurre il tasso di natalità. “Recentemente è stata proposta la possibilità di viaggi spaziali come alternativa”, hanno concluso. “Sfortunatamente, nessun permesso di rientro sulla Terra può essere concesso a questi viaggiatori spaziali”.

Opinioni Diversificate

Non tutti sono però d’accordo con questa predizione. Il professor von Foerster ha dichiarato al New York Times che il suo team ha sviluppato una tabella temporale più ampia per il destino dell’umanità, ma ha scelto il 13 novembre 2026 poiché il venerdì 13 è storicamente considerato sfortunato. L’idea dell’eccesso di popolazione è quella che un numero troppo elevato di persone sulla Terra potrebbe portare l’umanità a un punto di rottura.

Solo otto anni dopo le predizioni di von Foerster, il biologo Paul Ehrlich pubblicò “La bomba demografica”, un’opera piena di previsioni incatastofiche. Sosteneva che l’umanità era sull’orlo dell’apocalisse a causa del numero eccessivo di bocche da sfamare; centinaia di persone sarebbero morte di fame negli anni ’70, e “l’Inghilterra non esisterà nell’anno 2000”.

Queste paure hanno persistito nel tempo. Il film “Pianeta morto” del 1972 immaginava un governo che bandiva la gravidanza, mentre “Soylent Green” del 1973 dipingeva un futuro sovraffollato di persone che combattevano per scarti alimentari… umani.

Un Futuro Inaspettato

Fortunatamente, grazie a colture resistenti alle malattie, miglioramenti nei trattamenti medici e urbanizzazione, non ci stiamo mangiando l’un l’altro, e l’Inghilterra esiste ancora. Attualmente, oltre 8,3 miliardi di persone chiamano il pianeta Terra casa. Non proprio “infinito”, ma a giudicare dalla prospettiva del 1960, quando la popolazione era di circa 3 miliardi, suonava come un’inevitabilità ineluttabile.

Un neonato oggi avrà 54 anni nel 2080, quando le Nazioni Unite stimano che la popolazione umana toccherà il picco di oltre 10 miliardi. Tuttavia, per la prima volta in due secoli, l’umanità inizierà a ridursi. Gli esperti demografi ora si preoccupano di un futuro con popolazione insufficiente, quasi come se il “peoplo-stat” avesse funzionato troppo bene. Le persone ora vivono più a lungo in molti paesi, quindi scelgono di avere famiglie più piccole, se non addirittura nessun figlio.

Paesi come la Cina, la Germania e la Russia hanno già raggiunto il massimo, mentre Giappone e Stati Uniti si trovano a fronteggiare popolazioni in invecchiamento. Joel Cohen, professore e biologo matematico alla Columbia University, ha dichiarato che la profezia di von Foerster era mal connotata. “Von Foerster non sapeva all’epoca, e in effetti, nessuno lo sapeva, che il picco storico era avvenuto nei primi anni ’60”.

Oggi, le preoccupazioni non si concentrano più sulla sovrappopolazione quanto piuttosto sul garantirne la sicurezza alimentare. Nonostante il presidente Trump, autoproclamato “presidente della fertilizzazione” degli Stati Uniti, tenti di ingegnerizzare un baby boom attraverso sgravi fiscali, gli esperti sostengono che è fondamentale prendersi cura dei bambini già nati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2024, 150,2 milioni di bambini sotto i cinque anni erano affetti da malnutrizione. Cohen ha concluso dicendo: “Non riusciamo a prendervi cura dei bambini che abbiamo; come possiamo chiedere di averne di più?”

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