Un’adolescente afghana chiede il divorzio, ma un funzionario talebano afferma che le donne hanno un ‘intelletto deficiente’

Una Giovane Afghana Chiede il Divorzio: La Cruenta Realtà Sotto il Regime dei Talebani

In un incontro raro all’interno dell’Afghanistan talebano, una giovane donna di diciotto anni ha chiesto un divorzio, esponendo la cruda realtà della vita sotto un regime oppressivo. Questo incontro è avvenuto di fronte al governatore Abdullah Sarhadi, un ex comandante talebano, il quale, alla richiesta della giovane di liberarsi da un matrimonio abusivo, ha risposto con incredibile derisione.

Da quando i Talebani hanno ripreso il potere in Afghanistan nell’agosto del 2021, il paese è entrato nel suo quinto anno di dominio. L’abbattimento del governo sostenuto dall’Occidente ha fatto crollare i diritti delle donne, privando molte della possibilità di accedere all’istruzione secondaria e a gran parte dei lavori. Questo scenario ha costretto numerose donne a vivere una vita di abusi e sottomissione.

Durante l’incontro, la giovane donna, avvolta in un velo e occhiali da sole, ha raccontato di essere stata vittima di maltrattamenti per mesi. Ha affermato al governatore: “Se ci fosse la possibilità di vivere insieme, non sarei qui… Ho preso la mia decisione.” La sua determinazione era così forte che ha dichiarato di essere “pronta a essere giustiziata pur di non vivere più con lui”.

In un clima di incredibile ostilità, il governatore ha cercato di dissuaderla dal richiedere il divorzio, indirizzandole delle domande inquietanti. “Chiediti: ‘Chi si sposerà con me dopo il divorzio?'”, ha detto Sarhadi, suggerendo che la donna avrebbe dovuto “compromettere molto o perdere la propria dignità e onore”. La risposta della giovane non ha tardato ad arrivare: “Signor Governatore, il mio onore e la mia dignità sono già stati rovinati”.

L’incontro ha preso una piega ancor più inquietante quando il governatore ha affermato che le donne sono “senza mente” e “deficitarie di intelletto”, provocando risate tra i funzionari maschi e le guardie al suo seguito. Nel frattempo, il marito della giovane si trovava poco lontano, pronto ad ascoltare, testimone della sua lotta per la libertà.

In Afghanistan, le operazioni di divorzio sono spesso complicate dall’aspetto economico e, secondo la legge della Sharia, una donna che richiede il divorzio potrebbe dover restituire la dote ricevuta dalla sua famiglia. Il marito della donna ha richiesto una somma pari a quattro volte il valore della dote, ma la famiglia della giovane ha rifiutato.

Alla fine della discussione, il governatore ha suggerito che la donna dovesse avere una stanza tutta sua e che il marito non dovesse picchiarla, avvertendolo che, altrimenti, sarebbe finito in prigione. Tuttavia, il divorzio tramite i tribunali talebani rimane una sfida, dato che è necessaria l’approvazione del marito.

La situazione dei diritti delle donne in Afghanistan è drammatica: sono sottoposte a rigide norme che limitano la loro libertà e accesso a spazi pubblici come palestre e parchi. I Talebani hanno imposto numerose regole che rendono sempre più difficile per le donne e le ragazze ottenere il divorzio, mentre le nozze infantili sono implicitamente autorizzate. Ideologicamente, le ragazze non possono andare a scuola oltre il sesto anno, e solo il 7% delle donne afghane riesce a lavorare, contro l’84% degli uomini.

Secondo una relazione delle Nazioni Unite, circa una donna afghana su due lascia la propria casa non più di due volte al mese. Nel 2023, quasi il 30% delle ragazze afghane di età inferiore ai 18 anni erano già sposate, inclusi il 10% delle ragazze sotto i 15 anni. L’accesso alle cure sanitarie è ulteriormente diminuito, e il paese ha ora uno dei tassi di mortalità materna più elevati al mondo.

Questa storia tragica mette in evidenza la lotta delle donne afghane per la libertà e i diritti umani. In un contesto di crescente oppressione, la voce di una giovane donna diviene un grido di speranza e resistenza contro l’ingiustizia.

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