Pilota di Air India sotto inchiesta dopo un’incidente aereo
Le indagini su un inquietante incidente avvenuto il 4 agosto su un volo Air India da Phuket a Delhi sono ancora in corso. Un Airbus A320, con oltre 100 passeggeri a bordo, ha subito una drammatica discesa di 300 piedi, provocando numerosi feriti tra i passeggeri e l’equipaggio. Durante le indagini preliminari, è emerso che uno dei piloti aveva fumato marijuana prima dell’incidente.
L’episodio ha causato ferite a venti passeggeri e quattro membri dell’equipaggio. Fortunatamente, i piloti sono riusciti a riprendere il controllo del velivolo prima che la situazione degenerasse ulteriormente. In seguito all’incidente, entrambi i piloti sono stati sospesi e sono in corso approfondimenti su quanto accaduto. La notizia più allarmante emersa è che uno dei piloti ha risultò positivo ai test per l’uso di marijuana.
Sotto la normativa indiana attuale, le compagnie aeree sono tenute a testare almeno il 10% dell’equipaggio di volo ogni anno per l’abuso di sostanze. Dopo il grave episodio, Air India ha annunciato che effettuerà test antidroga su tutti i suoi piloti, un passo significativo in risposta alla crisi di sicurezza.
Pur continuando le indagini, al momento non è stata trovata una connessione diretta tra il test positivo del capitano e la perdita di altitudine improvvisa. Tuttavia, alcuni membri dell’equipaggio hanno segnalato che il capitano appariva compromesso durante il volo. Una testimonianza riportata dal Times of India ha descritto il capitano seduto frequentemente sul pavimento della cabina di pilotaggio e che tentava di fumare, causando preoccupazione tra i membri dell’equipaggio che hanno dovuto aiutarlo a tornare al suo posto.
Il vicepresidente senior delle operazioni di volo di Air India ha comunicato ai piloti che “è fondamentale andare oltre” e ha dichiarato che “è stata presa la decisione di effettuare uno screening completo di tutti i piloti del gruppo per verificare sostanze o medicinali non consentiti dalle normative vigenti”.
Questo non è il primo problema di sicurezza per Air India. Nell’anno precedente, un volo della compagnia aerea ha subito un tragico incidente che ha causato la morte di 260 persone. Recentemente, è emerso che gli investigatori stanno esaminando la possibilità che azioni deliberate da parte del pilota possano essere state un fattore chiave nel disastro aereo. Le teorie riguardo a possibili azioni volontarie del pilota erano circolate da mesi dopo il catastrofico incidente avvenuto il 12 giugno ad Ahmedabad e ora sono considerate plausibili secondo fonti vicine agli sviluppi dell’inchiesta.
Gli esperti hanno già escluso malfunzionamenti meccanici e non hanno trovato prove di sabotaggio, aumentando l’attenzione sull’azione del pilota come il filone di indagine più forte in questo drammatico caso, che ha lasciato solo un sopravvissuto.
L’attenzione pubblica e dei media su questi incidenti solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza aerea in India e sulla regolamentazione delle sostanze tra il personale di volo. È fondamentali che le compagnie aeree adottino misure rigorose per garantire la sicurezza dei passeggeri e ripristinare la fiducia nell’industria aerea. La decisione di Air India di effettuare test su tutti i piloti rappresenta un passo importante, ma resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a prevenire futuri incidenti.
In conclusione, mentre l’inchiesta continua e ulteriori dettagli emergono, la sicurezza del volo e del personale a bordo rimane la priorità assoluta per le compagnie aeree. I passeggeri devono poter viaggiare con la certezza che le normative vengano rigorosamente rispettate e che il personale sia in condizioni ottimali per svolgere il proprio lavoro. La speranza è che le lezioni apprese da questi eventi conducano a una maggiore sicurezza nel settore aereo.
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