Il Regno Unito è Preparato a Difendersi nelle Acque Aperte?
L’attenzione del mondo marittimo si concentra attualmente sul Regno Unito, in particolare alla sua capacità di difendere le proprie navi mercantili nel contesto di un crescente potere marittimo della Russia. Le preoccupazioni sono aumentate dopo che diversi pianificatori della difesa britannici hanno sollevato timori su potenziali “dirottamenti” di navi britanniche da parte della Russia nell’Indo-Pacifico.
Recentemente, il presidente russo Vladimir Putin ha esortato la sua marina a “fermarsi” a qualsiasi nave europea, in risposta all’iniziativa di Europa di sfidare la flotta ombra russa. Queste dichiarazioni hanno innescato un’ondata di preoccupazioni tra gli esperti di difesa nel Regno Unito, i quali credono che le azioni di Mosca rappresentino una minaccia diretta ai mercantili britannici.
A luglio, il leader laburista Keir Starmer ha annunciato che una petroliera della flotta ombra russa era stata intercettata nella Manica. La nave SMYRTOS è stata ancorata al largo della costa meridionale dell’Inghilterra e monitorata da allora. Questa operazione ha sollevato interrogativi sull’efficacia delle capacità navali britanniche e sulla loro adeguatezza nel proteggere gli interessi marittimi del paese.
L’ex comandante della Royal Navy, l’ammiraglio Lord West, ha dichiarato al Telegraph che la flotta britannica è stata “ridotta, ridotta e ridotta”. Sostiene che il Regno Unito non dispone di un numero sufficiente di navi per garantire la protezione delle rotte commerciali globali. “È straordinario che i governi successivi abbiano permesso una diminuzione della nostra marina in questo modo,” ha aggiunto, osservando che trenta anni fa c’erano almeno quattro o cinque navi a pattugliare le acque.
Sir Ben Wallace, ex segretario della Difesa conservatore, ha suggerito che la risposta immediata ai commenti di Putin dovrebbe essere quella di collaborare con alleati come la Francia per garantire che le responsabilità siano condivise a livello globale, sia per quanto riguarda i compiti di scorta che di protezione.
Nonostante le crescenti tensioni in mare, il governo britannico ha difeso l’intercettazione della petroliera russa lo scorso mese, nonostante le preoccupazioni che ciò potesse scatenare problematiche più ampie per le navi britanniche. Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha citato la flotta russa di centinaia di navi sanzionate, utilizzate per il trasporto di petrolio in tutto il mondo. Intercettando una di queste navi, il ministero ha affermato di colpire una “linea vitale critica per il Cremlino” nel sostenere la Russia nella sua guerra illegale contro l’Ucraina.
Quest’estate, la Russia ha lanciato centinaia di droni e UAV nascosti nel Regno Unito e in Europa dalla sua flotta ombra, preparando un possibile conflitto futuro. L’International Institute for Strategic Studies ha pubblicato un rapporto allarmante, nel quale si riporta che le navi della flotta ombra russa hanno inviato droni nel Regno Unito e in Europa, prendendo di mira aeroporti, basi e siti nucleari. Tra i siti interessati ci sono RAF Fairford, Feltwell, Lakenheath e Mildenhall, oltre a numerosi luoghi in tutto il continente europeo.
Nel rapporto, gli esperti hanno avvertito che è probabile che navi collegate alla Russia e la “flotta ombra” siano state utilizzate come piattaforme di lancio o recupero per UAV, contribuendo così alla guerra non convenzionale più ampia del Cremlino contro l’Europa. Per anni, esperti di sicurezza britannici hanno messo in guardia sul fatto che la Russia si trova già in uno stato di “guerra” con il Regno Unito.
Minacce informatiche, incursioni di droni misteriosi e altre attività sospette sono state attribuite a attori stranieri. Nel tardo 2024, è stato riferito che un “numero record di incidenti” ha colpito le forniture idriche “critiche” del Regno Unito, senza essere stati ufficialmente resi noti, secondo quanto riportato dalla Recorded Future News.
In questo contesto di crescente vulnerabilità e preoccupazione, si solleva la domanda cruciale: il Regno Unito è davvero pronto a difendere i propri interessi marittimi nelle acque aperte? La risposta a questa domanda potrebbe rivelarsi fondamentale per garantire la sicurezza della nazione nel futuro immediato.
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