Il Dottore Incubatore: Un Pioniere della Neonatologia
Negli anni ’20 del ventesimo secolo, migliaia di neonati prematuri lottavano per la vita, circondati dall’odore di hot dog e dal suono della musica di carnevale. Considerati “deboli” e con poche possibilità di sopravvivenza, molti di questi piccoli venivano semplicemente abbandonati a morire.
Tuttavia, un uomo, il Dottor Martin Couney, si distinse per la sua determinazione a salvarli. Con il consenso dei genitori, egli prelevava i neonati dai loro letti e li accoglieva nella sua “incubatrice”, che può essere considerata un precursore delle odierne unità di terapia intensiva neonatale. La sua motivazione era radicata nella sua personale esperienza di genitore; lui e sua moglie, un’infermiera, avevano visto da vicino cosa significasse avere un bambino prematuro e la necessità di contatto umano e calore per sopravvivere.
Il Dottor Couney allestì stanze piene di incubatrici, ma in modo inusuale: non si trovavano negli ospedali, bensì in fiere e esposizioni di tutto il mondo. Si trattava di un’operazione costosa e controversa, e il dottore decise di far pagare l’ingresso per ammirare i neonati sotto lo slogan “Il mondo ama i bambini”.
La decisione di monetizzare questo spettacoloso tentativo di salvataggio dei bambini suscitò molte critiche. Couney divenne noto come “Il Dottore Incubatore”, ma la sua attività si attirò l’ira dell’establishment medico. La New York Society for the Prevention of Cruelty to Children lo accusò di sfruttare i bambini, e una redazione del Lancet fece notare che i neonati venivano esibiti come si sarebbe fatto con le marionette o altre “mostruosità da baraccone”.
Couney sosteneva di avere una formazione medica a Lipsia e Parigi, ma l’autrice Dawn Raffel ha rilevato che non esistevano registrazioni che ne attestassero l’esistenza né in Germania né negli Stati Uniti. Raffel, autrice di “The Strange Case of Dr Couney”, ha dichiarato che all’epoca la mortalità infantile era estremamente alta e ospedali erano per lo più inadeguati. “All’epoca la maggior parte delle persone preferiva partorire a casa, non c’erano molte risorse per i neonati e non si praticava una cura dedicata.”
Nonostante le controversie, Raffel descrive Couney come un “visionario” il cui lavoro ha impedito a molti bambini prematuri di essere abbandonati. La sua incubatrice attirò visitatori da tutto il mondo e i suoi spettacoli, incluse le esposizioni a Londra nel 1897 e in Nebraska nel 1888, furono un enorme successo. Durante la Fiera Mondiale di Chicago del 1933-1934, il padiglione delle incubatrici accolse oltre un milione e duecentocinquanta mila visitatori.
Recensioni entusiastiche riportarono che alcune persone tornavano ogni settimana, scegliendo un “bambino preferito” da seguire nel tempo. In uno dei casi, una donna tornò ogni settimana per ben trentasei stagioni.
I risultati medici ottenuti da Couney erano straordinari. Mentre i neonati in ospedale avevano un tasso di mortalità del 90%, quelli custoditi nelle sue incubatrici avevano probabilità di sopravvivenza tra l’85% e il 90%, senza che le famiglie dovessero pagare nulla per le cure. Couney era attentissimo alla dieta e all’igiene dei suoi pazienti, e assicurava che tutto fosse impeccabile.
Tuttavia, il suo approccio suscitava anche dubbi. Accusato di mercenariato, Couney fu criticato per aver capitalizzato sulle vite dei neonati. Alcuni lo consideravano un genio mentre altri lo vedevano come un giocoliere delle fiere, senza una reale etica professionale. Raffel ha sottolineato che molti resoconti sul suo conto erano contraddittori, e che si era attribuito meriti che non gli appartenevano.
Nonostante le polemiche, il lavoro di Couney ha salvato tra i 6.500 e i 7.000 neonati, molti dei quali sono ancora vivi e hanno condiviso le loro esperienze di quel periodo. Alcuni sopravvissuti hanno parlato di come i loro genitori si sentissero imbarazzati dall’idea di esporre i figli in uno spettacolo, ma allo stesso tempo riconoscevano che quelle incubatrici avevano salvato le loro vite.
La sua eredità continua oggi, poiché i metodi che utilizzò hanno influenzato lo sviluppo della neonatologia moderna. Il Dottor Julius Hess, un pediatra di Chicago che lavorò con lui, portò quest’esperienza in ospedale, contribuendo a migliorare le cure neonatali.
In sintesi, la figura del Dottor Couney solleva interrogativi. Era uno sfruttatore o un visionario che ha fatto la differenza per molti? La verità potrebbe risiedere nelle storie di quei neonati diventati adulti, che devono la loro vita a questo controverso “dottore a colori”.
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