L’infermiera di Michael Schumacher ‘si è risvegliata nel sangue dopo uno stupro’ nella villa della star della F1

Processo a Joey Mawson per presunto stupro della badante di Michael Schumacher

Il pilota automobilistico australiano Joey Mawson è attualmente sotto processo, accusato di aver aggredito sessualmente una badante che faceva parte del team medico dedicato a Michael Schumacher, l’icona della Formula 1, dopo un grave infortunio alla testa subito in un incidente sugli sci.

Accuse e testimonianze

Mawson, amico del figlio di Schumacher, è accusato di aver molestato la badante in due occasioni presso la villa del campione, situata a Gland, nei pressi di Ginevra, il 23 novembre 2019. Durante l’udienza in tribunale, il pilota ha dichiarato che la sua carriera è attualmente “in sospeso” e ha negato le accuse, sostenendo che il rapporto era consensuale.

La corte di Nyon, in Svizzera, ha ascoltato il racconto della badante, una donna nei suoi trenta, che ha rivelato di essere stata trasportata nel suo alloggio completamente vestita dopo aver eccessivamente bevuto durante una festa che si stava tenendo nella casa di Schumacher. Al risveglio, la donna ha affermato di trovarsi nuda e di non ricordare cosa fosse successo la notte precedente.

Durante la testimonianza, ha descritto di aver trovato sangue sulle lenzuola e di avvertire dolore nelle zone vaginali e anali. In lacrime, ha ripercorso l’episodio all’interno del tribunale: “Avevo lavorato per la famiglia per sei anni e quella notte avevo già lavorato per sei giorni di fila. Ero molto stanca e non avevo mangiato nulla.”

La donna ha aggiunto di aver contattato il suo medico solo successivamente all’incidente e di essere stata indirizzata a un altro specialista presso l’ospedale universitario. “Non ho subito detto alla famiglia Schumacher cosa era successo, non riuscivo a ricordare nulla dalla notte”, ha dichiarato, rivelando di aver dovuto chiedere ad un altro membro dello staff per risolvere il mistero.

Il punto di vista di Mawson

Dall’altra parte, Mawson ha confermato di aver avuto una “relazione consensuale” con la badante e ha affermato di avere messaggi di testo per dimostrarlo. In aula, ha insistito sul fatto che la donna fosse “flirtante” e che fosse stata lei a iniziare il bacio. Secondo Mawson, entrambi avevano “toccato gli organi genitali”. Ha aggiunto: “Non era in stato di ebbrezza, era lucida e consapevole, flirtava e riusciva a mettere la gamba sul tavolo da biliardo.”

Il pilota ha anche sottolineato di non essersi reso conto di quanto fosse ubriaco finché non si è svegliato il giorno successivo. “Durante la notte, presumevo che lei fosse meno ubriaca di quanto poi realizzassi al mattino.”

Messaggi e comunicazioni

Il pubblico ministero ha presentato in aula numerosi messaggi che Mawson aveva inviato alla badante dopo il presunto attacco, in cui si scusava con lei: “Mi dispiace dal profondo del cuore”. Mawson ha confermato la sua amicizia con il figlio di Schumacher e ha descritto il legame di colleganza con la vittima, sottolineando che non ci sarebbero stati precedenti comportamenti inappropriati.

Il processo è stato avviato con un forte interesse mediatico, dato il nome famoso coinvolto. La vicenda ha sollevato molte interrogazioni sulla sicurezza e sulle dinamiche all’interno della casa di Schumacher, dove il pilota di Formula 1 riceve assistenza continua a seguito dell’incidente del 2013.

Conclusione

Il processo di Mawson è un chiaro esempio delle complessità legate a casi di molestie sessuali e della difficoltà di affrontare tali accuse in un contesto pubblico. Mentre la giustizia cerca di fare luce sull’accaduto, ci si aspetta che ulteriori dettagli emergano prima della conclusione del processo, che è previsto per le prossime ore.

La situazione rimane delicata e carica di emozioni, sia per l’accusato che per l’accusatrice, entrambi coinvolti in una vicenda che si è trasformata in un vero e proprio oggetto di attenzione della stampa e dell’opinione pubblica.

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