Alla ricerca dei resti dell’aereo di Amelia Earhart
Un gruppo di ricercatori ha iniziato la sua ricerca dei resti dell’aereo di Amelia Earhart su un’isola remota del Pacifico. Un team dell’Archaeological Legacy Institute e della Purdue University è attualmente impegnato nella ricerca sull’isola di Nikumaroro, dopo che immagini satellitari hanno mostrato quelli che sembrano essere i resti della coda e dell’ala di un aereo.
Amelia Earhart, insieme al suo copilota Fred Noonan, scomparve nel 1937 mentre tentava un volo intorno al mondo. Prima di perdere ogni comunicazione, Earhart contattò la Guardia Costiera degli Stati Uniti, affermando di non riuscire a trovare l’isola di Howland. Richard Pettigrew, direttore esecutivo dell’Archaeological Legacy Institute, sospetta che Earhart e Noonan possano aver calcolato male e siano finiti su Nikumaroro invece che su Howland, che si trova più a nord.
Le ricerche e i potenziali pericoli
Il team prevede di perlustrare l’isola remota per circa cinque giorni, ma potrebbe dover affrontare la presenza di granchi cocco, enormi crostacei che sono noti per nutrirsi di piccoli mammiferi. Per ragioni di sicurezza, i ricercatori dormiranno sulla nave di ricerca durante la notte per evitare incontri indesiderati con i granchi. Questi creature possono raggiungere un’apertura delle chele di circa tre piedi e sono capaci di arrampicarsi sugli alberi e rompere le noci di cocco, costituendo un potenziale problema per il lavoro dei ricercatori.
Ci sono teorie che suggeriscono che Earhart e Noonan possano essere morti in seguito a un incidente aereo sull’isola e che i loro corpi siano stati portati via dai granchi. Nel 1940, furono scoperti dei resti umani sull’isola, che nel 2017 sono stati sottoposti ad analisi forensi, rivelando che le dimensioni delle ossa corrispondevano in modo sorprendente a quelle di Earhart, risultando facenti parte del 99% della popolazione.
Indizi a supporto della teoria
Alcuni artefatti dell’epoca sono stati trovati sull’isola, inclusi una scarpa da donna, un porta trucchi, un barattolo di crema per le lentiggini e una fiala di medicina. Un ulteriore indizio a supporto della teoria che il viaggio di Earhart sia terminato su o vicino a Nikumaroro è una foto scattata solo tre mesi dopo la sua scomparsa, che sembra mostrare il carrello d’atterraggio dell’aereo sul reef di Nikumaroro. Un’immagine satellitare del 2020 mostra quello che sembra lo stesso oggetto, noto come il “Bevington Object”, nello stesso punto decenni dopo.
Chi era Amelia Earhart?
Amelia Earhart nacque ad Atchison, in Kansas, nel 1897, da un padre avvocato ferroviario, che in seguito soffrì di alcolismo e causò alla famiglia molte difficoltà economiche. Lasciò il college prima di completare gli studi per diventare un’infermiera e aiutò a prendersi cura dei soldati feriti durante la Prima Guerra Mondiale. Successivamente iniziò un programma di premedicina, ma abbandonò quando i suoi genitori le chiesero di tornare a casa in California.
Fu proprio in California che, nel 1920, fece il suo primo volo come passeggero e ne rimase immediatamente affascinata, dichiarando: “Non appena lasciai il suolo, sapevo di dover volare.” Iniziò a prendere lezioni, acquistò il suo primo aereo e nel 1922 divenne la prima donna a volare a 14.000 piedi di altezza.
Earhart fu scelta come prima donna passeggero a volare sopra l’Atlantico nel 1928, diventando una celebrità all’istante. Nel 1932 compì un ulteriore passo storico, diventando la prima donna e la seconda persona in assoluto a volare in solitaria senza scali attraverso l’Atlantico. Questa impresa le richiese 15 ore di volo, durante le quali dovette affrontare problemi meccanici, freddo, stanchezza e il rischio di un’improvvisa perdita di altitudine di 3.000 piedi.
La ricerca dei resti di Amelia Earhart continua ad affascinare molte persone e il lavoro di questi ricercatori potrebbe finalmente portare alla luce la verità su uno dei misteri più duraturi del volo e della storia americana. Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti su questa affascinante avventura.
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