La Cina potenzia la sua rete militare con nuove basi di lancio nucleare
Recenti immagini satellitari hanno rivelato che la Cina sta costruendo decine di piattaforme per il lancio di missili nucleari. Più di ottanta strutture sono già state erette in mezzo al deserto della provincia autonoma dello Xinjiang, conosciuta per la presenza della comunità musulmana uigura.
Negli ultimi sei anni, questa nuova infrastruttura è stata sviluppata a meno di 150 chilometri dai campi di silos nucleari di Hami, che ospitano i missili a lungo raggio cinesi. Le nuove basi sono collegate tramite aeroporti e snodi ferroviari, creando un’efficiente rete di supporto per le forze nucleari del Paese.
Al centro di questo vasto sistema, che si estende su migliaia di chilometri quadrati, si trovano delle strutture ottagonali. Queste sono progettate per ospitare personale e grandi veicoli militari. Durante una parata a Pechino, lo scorso settembre, sono stati esposti armi in grado di trasportare testate nucleari, celebrando l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.
Gli esperti stimano che queste nuove piattaforme potrebbero essere utilizzate non solo per il dispiegamento di missili anti-aerei mobili, ma anche per nodi di guerra elettronica o addirittura per unità ICBM mobili. Alexander Neill, un esperto del Pacific Forum di Hawaii, ha commentato che questo sviluppo rappresenta un “notevole potenziamento e diversificazione della deterrenza nucleare strategica della Cina”.
La Cina possiede un arsenale nucleare molto più piccolo rispetto alle due maggiori potenze nucleari del mondo, Russia e Stati Uniti. Queste ultime, infatti, si avvalgono della loro relativa isolamento e del numero considerevole di silos per fungere da deterrente contro possibili attacchi. La grandiosità dello sviluppo militare cinese evidenzia un significativo investimento in infrastrutture rafforzate, progettate per proteggere e rendere operative le forze nucleari del Paese.
Secondo i rapporti del Pentagono, la Cina sta espandendo la sua capacità nucleare più rapidamente di qualsiasi altra nazione. Nonostante un recente rallentamento nella produzione, è sulla buona strada per raggiungere le mille testate nucleari entro il 2030. Inoltre, il Paese ha aumentato la sua capacità di avviso precoce, supportata dai satelliti Huoyan-1, che possono rilevare un ICBM in arrivo entro novanta secondi dal lancio e avvisare un centro di comando in tre minuti. Questo consente alla Cina di rispondere con le proprie armi prima di essere colpita.
Tuttavia, nonostante la politica di “non prima utilizzazione” della Cina, i diplomatici avvertono che non si può escludere la possibilità che Pechino utilizzi la coercizione nucleare per deterrere interventi stranieri, specialmente riguardo a Taiwan. Di recente, Donald Trump ha lasciato la capitale cinese con avvertimenti da parte del presidente Xi Jinping, secondo cui le divergenze su Taiwan potrebbero portare entrambi i Paesi verso un “luogo pericoloso”.
Hans Kristensen, del Nuclear Information Project della Federation of American Scientists, ha dichiarato: “È difficile escludere qualsiasi opzione” rispetto a come Pechino potrebbe impiegare la sua ampliata capacità militare. Kristensen ha definito lo sviluppo nella provincia dello Xinjiang come un “sforzo straordinario” e ha aggiunto: “Non ho mai visto nulla di simile”.
Questo nuovo impegno della Cina nel potenziamento delle proprie capacità nucleari solleva interrogativi su come queste strategie influenzeranno le dinamiche della sicurezza regionale e globale. Con il crescente arsenale nucleare e le nuove infrastrutture, la Cina sembra voler affermare la sua posizione come potenza militare di prim’ordine, il che potrebbe generare nuove tensioni nelle relazioni internazionali, specialmente con gli Stati Uniti e i suoi alleati.
In sintesi, la Cina sta compiendo passi significativi per rafforzare la sua deterrenza nucleare, investendo in infrastrutture che riflettono un cambio nel panorama geopolitico. La questione resta aperta su come il mondo interpreterà questi sviluppi e quali risposte saranno adottate dalla comunità internazionale.
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