La Drammatica Situazione di un Rifugio per Animali in Iraq
Un rifugio per cani gestito da un’associazione britannica a Erbil, nel nord dell’Iraq, si trova di fronte a una crisi senza precedenti: il governo locale ha ordinato lo sgombero del terreno, minacciando di dover mettere a morte circa 700 animali. L’organizzazione, nota come War Paws, si occupa attualmente di 130 cani all’interno del rifugio e circa 700 cani randagi che vivono nei paraggi.
Una Lotta Quotidiana
I membri dello staff affrontano quotidianamente condizioni estremamente difficili, come il caldo torrido, l’assenza di elettricità e acqua corrente. A queste difficoltà si aggiunge la presenza di droni che sorvolano il rifugio, segnale di un contesto bellico in continuo fermento. Louise Hastie, CEO dell’organizzazione e originaria del West Midlands, ha recentemente dichiarato a Metro: “Abbiamo sentito nove esplosioni solo questa mattina.”
Degli eventi critici come questi si sono intensificati da quando l’Iraq ha chiuso completamente il proprio spazio aereo dopo l’inizio dell’Operazione Epic Fury, condotta dagli Stati Uniti e da Israele. Questo ha lasciato il personale bloccato nel rifugio, senza voli disponibili per il lasciare il Paese.
L’Urgenza di un Trasloco
La notizia che il governo iracheno ha bisogno del terreno per costruire “magazzini” ha sollevato serie preoccupazioni. Non è chiaro quali siano i piani per l’uso di quest’area. La cifra necessaria per spostare e ricostruire la struttura ammonta a 300.000 dollari, un importo pari ai loro costi annuali di gestione.
Louise ha affermato: “Siamo qui da sei anni, logisticamente non possiamo muoverci. Se ci costringono a farlo, prevediamo di dover abbattere 700 cani, poiché non riuscirebbero a sopravvivere come randagi nella zona.”
La Storia di War Paws
War Paws è attivo dal 2018 e ha sterilizzato centinaia di animali, tra cui asini e gatti, fornendo riparo e cibo regolare. Quando Louise è arrivata al rifugio, che era stato fondato da due donne locali, è rimasta sconvolta dalla mancanza di infrastrutture: “Non c’era ombra, né acqua, e il terreno era coperto da scorpioni.” Ha raccontato di come alcuni cani siano morti ai suoi piedi, un’esperienza devastante che ha segnato il suo impegno.
Grazie all’assistenza del suo team, Louise è riuscita a istituire una clinica veterinaria per la sterilizzazione degli animali, a portare serbatoi d’acqua e persino a costruire piscine per proteggere i cani dal caldo estremo. Tuttavia, se costretti a lasciare la struttura, gli animali non riusciranno a sopravvivere autonomamente. “Stiamo affrontando una situazione in cui è probabile che muoiano di fame,” ha avvertito Louise. “Sarebbe più umano sopprimerli.”
Un Futuro Incerto
Prima dell’apertura del rifugio, gli animali sopravvivevano grazie ai residui di carne scartati dai macellai, ma anche quel luogo è stato ora sommerso dai magazzini. Louise ha espresso la sua disperazione: “Sono arrivata al limite delle mie forze ed è solo destinato a peggiorare. Le abitudini di donazione delle persone sono cambiate a causa della crisi del costo della vita, il che significa che non riceviamo più aiuti come prima.”
Nonostante la situazione critica, Louise afferma: “Non ci arrenderemo. Siamo qui per un motivo.” Il rifugio necessita urgentemente di donazioni per poter continuare la propria operazione e salvare questi animali in pericolo.
Per chi volesse aiutare, è possibile effettuare donazioni attraverso il sito web di War Paws, contribuendo a garantire un futuro migliore a questi animali dimenticati dalla guerra.
Conclusioni
La storia di War Paws è un triste promemoria delle difficoltà che affrontano molti rifugi animali in zone di conflitto. Con il supporto della comunità , però, ci sono speranze di fornire una vita migliore a questi animali abbandonati e di continuare la lotta per la loro salvezza.
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