Zelensky Avverte: Il Regime Iraniano e la Russia di Putin Uniti nell’Odio
Recentemente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un monito riguardo alla connessione tra il regime iraniano e la Russia di Vladimir Putin, definendo entrambi “fratelli nell’odio”. Questa dichiarazione è emersa nel contesto di notizie secondo le quali Putin avrebbe accolto a Mosca l’Ayatollah ferito, Mojtaba Khamenei, per ricevere cure mediche dopo un attacco aereo israeliano.
Durante un incontro in una sala del Parlamento a Westminster, Zelensky ha parlato della cooperazione tra Teheran e Mosca nell’ambito degli attacchi con droni kamikaze Shahed, che hanno colpito l’Ucraina e altri paesi del Golfo. Ha dichiarato: “I regimi in Russia e Iran sono fratelli nell’odio, e per questo sono fratelli anche nelle armi.” Il presidente ucraino ha espresso la sua determinazione affinché tali regimi non prevalgano mai, né minaccino l’Europa o i suoi alleati.
Le segnalazioni riguardanti il trasferimento segreto di Khamenei a Mosca sono arrivate dopo che il leader supremo iraniano aveva subito gravi ferite nell’attacco aereo che ha causato la morte di suo padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, all’inizio della guerra in Iran. Secondo il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, una fonte di alto rango vicino al nuovo leader iraniano ha riferito che Putin avrebbe offerto assistenza medica a Khamenei durante una conversazione telefonica con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Quando i giornalisti hanno interpellato il portavoce del Cremlino riguardo a queste affermazioni, la risposta è stata che il Kremlin “non commenta in alcun modo tali notizie”. La mancanza di trasparenza su tali eventi suggerisce un dibattito più ampio riguardo le alleanze geopolitiche in evoluzione.
Martedì, Zelensky ha anche affrontato i membri del Parlamento britannico, affermando che le sue squadre di droni sono di gran lunga più economiche rispetto ai costi necessari per contrastare attacchi iraniani o russi. Ha enfatizzato l’importanza della collaborazione europea, dichiarando: “Insieme, l’Europa è una forza globale – una forza di cui il mondo non può fare a meno e contro la quale nessuno può opporsi.”
Il presidente ucraino ha esortato i leader europei a unirsi nello sforzo di contrastare le minacce da parte di regimi oppressivi, affermando: “Dobbiamo agire ora, affinché le generazioni future possano dire che questi leader hanno agito quando era importante.” Ha poi continuato elencando la disparità dei costi militari, segnando come un missile Shahed iraniano arrivi a costare circa 150.000 dollari, mentre i missili utilizzati per abbatterli possono arrivare a costare anche 4 milioni di dollari. In contrasto, ha sottolineato che l’approccio ucraino risulta essere “di gran lunga più conveniente”, con missili più piccoli che costano meno di 10.000 dollari.
Zelensky ha inoltre ringraziato il Regno Unito per il supporto ricevuto durante un “inverno difficile”. Ha promesso un aggiornamento al leader laburista Sir Keir Starmer riguardo i sviluppi sul campo e le questioni di sicurezza energetica, affermando: “Ovviamente, non possiamo dormire, dobbiamo muoverci in fretta”. Ha sottolineato l’importanza di mantenere vive le negoziazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e la Russia.
Questa critica alla cooperazione tra Iran e Russia non è solo un avvertimento per l’Europa, ma un richiamo alla necessità di una risposta collettiva contro la violenza e la destabilizzazione promosse da regimi autoritari. La tensione crescente tra le potenze globali richiede una strategia ben ponderata e unita, affinché sia possibile garantire la sicurezza e la stabilità in Europa e oltre.
In conclusione, le parole di Zelensky risuonano come un forte memorando al mondo occidentale: l’unità e la collaborazione sono essenziali per affrontare le sfide poste da regimi che operano con l’intento di diffondere odio e violenza. Solo attraverso un’azione congiunta sarà possibile garantire un futuro di pace e sicurezza per le generazioni a venire.
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