Il 26 luglio, una donna di 54 anni ha rischiato la vita dopo essere crollata nel parcheggio del supermercato New World ad Orewa, Auckland, Nuova Zelanda. Mentre si trovava in difficoltà, altri clienti accorsero in suo aiuto, inclusa una testimone “veramente straordinaria” che si è prodigata a effettuare compressioni toraciche quando non riuscivano più a trovare il battito del cuore.
Il padre della donna ha poi riferito che i paramedici avevano comunicato alla famiglia che il suo cuore si era fermato e che “in quel momento, tecnicamente, era morta”. Fortunatamente, dopo un soccorso tempestivo, la donna è stata riporta in vita, ricevendo una seconda possibilità di vivere.
Tuttavia, pochi giorni dopo aver superato questa terribile esperienza, la donna ha ricevuto una multa di 80 dollari neozelandesi (circa 35 sterline) per aver lasciato la propria auto nel parcheggio del supermercato. I clienti possono sostare fino a un’ora e mezza, ma il suo veicolo è rimasto parcheggiato per quasi sei ore, poiché era stata trasportata all’ospedale North Shore.
La multa, emessa da una società di gestione dei parcheggi chiamata Smart Compliance Management, riportava che “i clienti hanno diritto a 90 minuti di sosta. Il tuo veicolo è stato parcheggiato per 341 minuti”.
Comprensibilmente, la donna ha presentato ricorso contro la sanzione, ma la società ha deciso di non annullarla, riducendo invece l’importo a 30 dollari (circa 13 sterline) considerata la “situazione”. Il padre ha dichiarato a Stuff che la famiglia era indignata per quella che consideravano una sanzione “offensiva”.
Tuttavia, dopo aver appreso della condizione della cliente, il personale del supermercato New World ha deciso di intervenire e ha versato la somma della multa sul conto della donna per coprire le spese. Steve McClean, proprietario e gestore del supermercato, ha commentato: “Questa è stata una situazione estremamente angosciante per la cliente e la sua famiglia, e mi dispiace che ciò abbia causato loro ulteriore stress e disagio”.
Un portavoce della Smart Compliance ha espresso le proprie scuse per lo “stress aggiuntivo causato a questa persona a seguito della sua emergenza medica”, aggiungendo che la risposta iniziale “non ha tenuto adeguatamente conto delle circostanze del caso”.
Questo episodio ha suscitato un ampio dibattito sulla sensibilità delle politiche di sosta e sul modo in cui vengono gestite le situazioni di emergenza. Le politiche di parcheggio rigorose sono progettate per mantenere l’ordine e garantire che gli spazi siano disponibili per i clienti, ma ci si potrebbe chiedere se un po’ di flessibilità e comprensione in situazioni estremamente critiche non sarebbero più appropriate.
In situazioni di emergenza, come quella vissuta dalla donna, è fondamentale che le aziende e i servizi restino umani e comprensivi. Le leggi e le normative sono essenziali, ma anche il buon senso e l’empatia devono avere il loro posto. È importante garantire che le politiche aziendali non si trasformino in un ostacolo per la compassione verso gli altri.
In questo caso, il gesto finale del supermercato, che ha coperto la multa, mostra che ci sono aziende consapevoli della necessità di adattarsi alle circostanze imprevedibili che la vita può presentare. La speranza è che questo incidente possa portare a una revisione delle politiche di parcheggio da parte di altre aziende, affinché si possa garantire una maggiore comprensione nell’affrontare le situazioni di emergenza.
Così, mentre la donna ha vissuto un’esperienza che ha praticamente messo in discussione la sua vita, la risposta della comunità e l’atteggiamento finale del supermercato può dare conforto, ricordandoci che, anche nelle situazioni più difficili, l’umanità e la solidarietà possono trionfare sopra la rigidità delle regole.
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