Una notte da dimenticare: la tragedia della superyacht Angiola II nel Mediterraneo
Recentemente, una tragica notizia ha colpito il mondo della nautica di lusso. La superyacht Angiola II è affondata al largo delle coste della Sardegna, a pochi giorni dalla sua consegna al nuovo proprietario. Questo yacht di quasi 30 metri, dal valore di 6,8 milioni di sterline, era stato recentemente ristrutturato e consegnato all’imprenditore italiano, il quale stava ospitando 13 persone a bordo quando il disastro si è verificato.
L’Angiola II è affondata tra l’Isola dei Cappuccini e Capo Ferro, situata nella rinomata Costa Smeralda. Il sinistro si è verificato martedì sera, dopo un incendio a bordo che ha portato all’inversione dell’imbarcazione. Fortunatamente, tutti i passeggeri a bordo sono stati evacuati in sicurezza su altre imbarcazioni, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.
Le cause dell’affondamento sono attualmente sotto indagine. Al momento, non è stata riscontrata alcuna perdita di carburante. I primi video dell’incidente mostrano la superyacht che affonda lentamente e si inclina su un lato nel mare Mediterraneo. Le autorità, nel frattempo, hanno attivato un rimorchiatore specializzato da 200 tonnellate per recuperare i relitti, monitorando l’area con barriere di contenimento intorno all’imbarcazione affondata.
In precedenza, l’Angiola II era conosciuta con i nomi di Limbo e Arsana ed era uno dei sei yacht della linea Amer F100 realizzati dalla Permare nel 2020. Propulsato da quattro motori diesel Volvo Penta, questo yacht ha cambiato diversi proprietari dal suo primo varo. Con una velocità massima di 28 nodi, che corrisponde a circa 32 miglia orarie, ha una capacità ufficiale di dieci persone distribuite nelle sue cinque cabine.
I problemi legati alla sovraffollamento delle coste italiane e l’uso delle spiagge private da parte dei superyacht hanno sollevato polemiche tra i residenti locali, preoccupati per l’impatto ambientale e per la qualità della vita nella loro regione. Sardegna è infatti una delle destinazioni più ambite in Europa per i superyacht, attirando gli armatori di tutto il mondo.
Barbara Amerio, CEO della Amer Yachts, ha dichiarato: “Come tutti, siamo sollevati che passeggeri e membri dell’equipaggio siano al sicuro e, come tutti, attendiamo con ansia le conclusioni ufficiali”. Ha anche aggiunto: “È doloroso vedere un’imbarcazione affondare nella quale abbiamo dedicato un anno e mezzo di lavoro, curata come tutte le nostre barche, fin nei minimi dettagli”.
L’intero settore nautico è in allerta e le notizie sugli sviluppi dell’indagine stanno tenendo tutti con il fiato sospeso. Mentre i soccorsi continuano per recuperare il relitto e garantire la sicurezza in mare, molti si chiedono cosa sia potuto andare storto per causare una tragedia di tale portata così poco dopo la consegna.
La storia dell’Angiola II è una forte testimonianza delle complessità e dei pericoli associati alla navigazione di lusso. Nonostante il loro fascino e la bellezza, questi yacht possono presentare rischi significativi, specialmente quando si è in acque aperte o in situazioni di emergenza.
La comunità nautica internazionale segue gli sviluppi con attenzione, sperando che si possano trarre delle lezioni da questo episodio tragico. Ci si augura che il futuro porti maggiore sicurezza e regolamentazioni più severe per garantire che incidenti simili non si verifichino mai più.
In attesa di ulteriori aggiornamenti, il pensiero va a coloro che erano a bordo dell’Angiola II e alla loro sicurezza, mentre il mondo della nautica si interroga speranzoso su una pronta risoluzione di questa sfortunata vicenda.
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