{"id":12953,"date":"2026-09-24T20:14:00","date_gmt":"2026-09-24T18:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leggoscandinavia.com\/index.php\/2026\/09\/24\/islanda-responsabile-per-violazione-delle-normative-sui-permessi-di-maternita-nellarea-economica-europea\/"},"modified":"2026-09-24T20:14:00","modified_gmt":"2026-09-24T18:14:00","slug":"islanda-responsabile-per-violazione-delle-normative-sui-permessi-di-maternita-nellarea-economica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leggoscandinavia.com\/index.php\/2026\/09\/24\/islanda-responsabile-per-violazione-delle-normative-sui-permessi-di-maternita-nellarea-economica-europea\/","title":{"rendered":"Islanda Responsabile per Violazione delle Normative sui Permessi di Maternit\u00e0 nell&#8217;Area Economica Europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Corte Suprema d&#8217;Islanda Condanna lo Stato a Risarcire una Donna per la Violazione dei Diritti di Maternit\u00e0 secondo le Normative EEA<\/strong><\/p>\n<p>La Corte Suprema d&#8217;Islanda ha emesso una sentenza ordinando allo Stato islandese di risarcire una donna con poco pi\u00f9 di 2,7 milioni di corone islandesi per danni, oltre agli interessi di mora. La decisione \u00e8 stata presa a seguito del mancato rispetto da parte dello Stato delle normative sulla sicurezza sociale dell&#8217;Area Economica Europea (EEA), che ha causato alla donna una perdita finanziaria significativa.<\/p>\n<p>La donna in questione ha lavorato come medico in Danimarca dal 2015 al 2019, prima di tornare in Islanda mentre era incinta. Quando il suo bambino \u00e8 nato nel 2020, i suoi guadagni danesi non sono stati considerati nel calcolo dei pagamenti di maternit\u00e0 islandesi, lasciandola a ricevere solo l\u2019indennit\u00e0 minima.<\/p>\n<h3>La Sentenza di Responsabilit\u00e0 Statale Dopo Anni di Contenzioso<\/h3>\n<p>La Corte Suprema ha stabilito che l&#8217;Islanda \u00e8 responsabile per i danni causati dalla scorretta attuazione delle regole EEA che riguardano i diritti di sicurezza sociale dei lavoratori transfrontalieri. La donna, avendo lavorato all&#8217;estero prima di tornare in Islanda, ha ricevuto solo pagamenti di maternit\u00e0 minimi poich\u00e9 i suoi redditi esteri erano stati esclusi.<\/p>\n<p>Questo caso segue una sentenza della Corte Suprema del 2024 che ha esaminato il conflitto tra la legisazione islandese e gli obblighi previsti dall&#8217;EEA; la normativa islandese pertinente \u00e8 stata modificata nel 2025.<\/p>\n<h3>Il Caso di Risarcimento Segue la Sentenza sulle Normative EEA del 2024<\/h3>\n<p>Il contenzioso si \u00e8 protratto per anni attraverso istituzioni islandesi ed EEA. La Corte EFTA aveva raccomandato che un lavoratore che esercita i diritti di libera circolazione non debba trovarsi in una posizione svantaggiata quando si calcolano i benefici di maternit\u00e0 dopo un trasferimento tra Stati EEA.<\/p>\n<p>Nel 2024, la Corte Suprema d&#8217;Islanda ha concluso che la legge islandese sui congedi di maternit\u00e0 era in conflitto con gli obblighi EEA del Paese, ma non ha annullato il chiaro testo della legislazione nazionale nella richiesta originale della donna. L&#8217;Islanda Review ha precedentemente trattato il dibattito legale pi\u00f9 ampio riguardante il Protocollo 35 e la descrizione da parte del governo della primazia delle regole EEA.<\/p>\n<p>Dopo questa sentenza, la donna ha presentato una richiesta di risarcimento contro lo Stato. Secondo quanto riportato da R\u00daV e V\u00edsir, la Corte Suprema ha ritenuto che la grave mancanza nell&#8217;implementazione fosse sufficiente a far scattare la responsabilit\u00e0 statale, attribuendo un risarcimento di poco pi\u00f9 di 2,7 milioni di corone islandesi, oltre agli interessi di mora. Inoltre, lo Stato \u00e8 stato condannato a pagare le spese legali.<\/p>\n<h3>Compensazione per la Scorretta Implementazione<\/h3>\n<p>La sentenza si concentra sulla questione concreta del risarcimento per la scorretta attuazione delle normative. Tuttavia, essa da sola non risolve il dibattito politico pi\u00f9 ampio riguardante il Protocollo 35.<\/p>\n<p>Questa vicenda solleva interrogativi significativi sulla tempistica e sull&#8217;efficacia delle leggi islandesi, in particolare quelle relative ai diritti sociali dei lavoratori. La Corte, pur confermando i danni a favore della donna, ha messo in evidenza la necessit\u00e0 di un&#8217;adeguata riforma legislativa che allinei la normativa interna islandese ai principi stabiliti dalle normative EEA.<\/p>\n<p>In conclusione, questo caso non rappresenta solo una questione di giustizia individuale per la donna coinvolta, ma \u00e8 anche un campanello d&#8217;allarme per le istituzioni islandesi su quanto sia fondamentale rispettare gli obblighi internazionali in materia di diritti sociali. L&#8217;Islanda, mentre naviga in un contesto legale complesso, \u00e8 chiamata a garantire che le sue leggi rispettino gli standard imposti dall&#8217;EEA, evitando cos\u00ec che i suoi cittadini subiscano ingiustizie in futuro.<\/p>\n<p><strong>Fonti: R\u00daV; V\u00edsir<\/strong><\/p>\n<p>Per ulteriori notizie riguardanti la societ\u00e0, la politica, l&#8217;economia e la cultura islandese, visitate Iceland Review News.<\/p>\n<p>#leggoscandinavia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte Suprema d&#8217;Islanda Condanna lo Stato a Risarcire una Donna per la Violazione dei Diritti di Maternit\u00e0 secondo le Normative EEA La Corte Suprema d&#8217;Islanda ha emesso una sentenza ordinando allo Stato islandese di risarcire una donna con poco pi\u00f9 di 2,7 milioni di corone islandesi per danni, oltre agli interessi di mora. 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