{"id":11735,"date":"2026-09-05T00:12:00","date_gmt":"2026-09-04T22:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leggoscandinavia.com\/index.php\/2026\/09\/05\/festival-jazz-di-reykjavik-purismo-esperimenti-e-suoni-esotici\/"},"modified":"2026-09-05T00:12:00","modified_gmt":"2026-09-04T22:12:00","slug":"festival-jazz-di-reykjavik-purismo-esperimenti-e-suoni-esotici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leggoscandinavia.com\/index.php\/2026\/09\/05\/festival-jazz-di-reykjavik-purismo-esperimenti-e-suoni-esotici\/","title":{"rendered":"Festival Jazz di Reykjav\u00edk | Purismo, Esperimenti e Suoni Esotici"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Festival Jazz di Reykjav\u00edk: Un\u2019Imperdibile Celebrazione di Suoni e Espressioni Musicali<\/strong><\/p>\n<p>Il Reykjav\u00edk Jazz Festival, giunto alla sua 36\u00aa edizione, si conferma come un evento annuale straordinario dedicato al genere jazz. Ogni anno, la manifestazione riunisce talenti locali e internazionali, creando una celebrazione vibrante e multicolore della musica jazz.<\/p>\n<p>Durante una delle esibizioni, sono rimasto catturato dai suoni del vibrafono che evocano l&#8217;atmosfera fumosa del film in bianco e nero &#8220;Il Treno Notturno&#8221; (Poci\u0105g) di Jerzy Kawalerowicz del 1959, ma ancora di pi\u00f9 dalla colonna sonora di Andrzej Trzaskowski per il film stesso. La musica, trasparente e intrisa di nostalgia, si anima improvvisamente con un ritmo drum \u2019n\u2019 bass che rievoca i concerti ad alta energia di Roni Size.<\/p>\n<p>Questi suoni apparentemente in conflitto provengono dai Kosmonauci, un quartetto polacco che si definisce &#8220;una boy band&#8221;. L&#8217;affermazione non \u00e8 del tutto fuori luogo, poich\u00e9 i membri sembrano essere appena ventenni. Il loro aspetto \u00e8 pi\u00f9 hip-hop che jazz, il che rende la loro esibizione piuttosto rinfrescante. In formazione ci sono Mi\u0142osz Pieczonka al sassofono, Bart\u0142omiej Lucjan al basso, Tymon Kosma al vibrafono e Jan Pieni\u0105\u017cek alla batteria. Il concerto si svolge all\u2019interno del Nor\u00f0urlj\u00f3s di Harpa, che ospita anche il M\u00fas\u00edktilraunir, la competizione annuale per giovani band e artisti solisti.<\/p>\n<p>A differenza di molti partecipanti al M\u00fas\u00edktilraunir, i Kosmonauci conoscono bene il loro suono e lo consegnano con sicurezza e entusiasmo. La band sembra godere di una crescente popolarit\u00e0 al di fuori della Polonia, con una performance programmata al King\u2019s Place di Londra a settembre.<\/p>\n<p>Oltre a promuovere la scena jazz islandese, il Reykjav\u00edk Jazz Festival seleziona anche artisti internazionali che portano un tocco colorato e piccante. Tra i partecipanti ci sono gruppi provenienti dagli Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia e Francia. Il compositore e pianista franco-americano Tom Sochas e la sua band incantano il pubblico con \u201cI Don\u2019t Care\u201d, un brano \u201cliberamente ispirato a Thelonious Monk\u201d. Un pezzo piuttosto rilassato, con un arrangiamento pianistico fluido di Sochas, viene improvvisamente ravvivato da un passaggio di spoken word, eseguito dal bassista del trio, creando un&#8217;atmosfera di eccitazione nella sala.<\/p>\n<p>Il festival celebra anche il crossover culturale nella musica islandese. Il chitarrista e compositore \u00c1sgeir \u00c1sgeirsson presenta le sue composizioni tratte dall\u2019album triplo &#8220;Crossing Borders&#8221;, ispirate alla musica tradizionale dell\u2019Europa sud-orientale e del Medio Oriente, in particolare dell\u2019Iran e dell\u2019Oman. \u00c1sgeirsson, esperto nell\u2019uso di strumenti esotici come il saz, regala melodie arabo-orientali con la chitarra, accompagnate da pianoforte, percussioni e basso, creando un&#8217;esperienza musicale luminosa e vibrante.<\/p>\n<p>Allo Harpa, gli islandesi Los Bomboneros si esibiscono con la loro big band, i Bombasticos, portando gli spettatori in un viaggio musicale verso l\u2019America Latina. Lo show si arricchisce della presenza di vocalist ospiti come Sigtryggur Baldursson, noto come Bogomil Font, e Mugison.<\/p>\n<p>Il jazz \u00e8 arrivato in Islanda pi\u00f9 tardi rispetto ad altri paesi. T\u00edmariti\u00f0 Jazz, la prima pubblicazione jazz del paese, ha iniziato a far conoscere il genere nel 1947. Questo potrebbe spiegare perch\u00e9 la scena musicale \u00e8 generalmente meno sperimentale rispetto a quelle di Norvegia e Svezia.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci sono alcuni artisti che si distaccano dalla traiettoria jazz convenzionale e sfidano i puristi. Al Fantas\u00eda, un nuovo locale che si affaccia sul Parlamento, il batterista S\u00f3lr\u00fan Mj\u00f6ll e il bassista Birgir Steinn danno inizio al loro set con un suono sinistro che ricorda le colonne sonore di Hildur Gu\u00f0nad\u00f3ttir e i progg rockers svedesi International Harvester nei loro momenti pi\u00f9 sperimentali.<\/p>\n<p>I due musicisti riescono a estrarre un\u2019incredibile gamma di suoni dai loro strumenti. Se fossi entrato sul palco bendato, sarebbe stato difficile credere che ci fossero solo due persone. Mentre la &#8220;nuvola&#8221; di suoni drone svanisce, S\u00f3lr\u00fan Mj\u00f6ll e Birgir Steinn procedono con ritmi trip-hop alimentati dal basso. Questa musica irresistibile \u00e8 ricca di svolte inaspettate, rendendola ancora pi\u00f9 avvincente.<\/p>\n<p>Naturalmente, in Islanda, alcuni artisti si esibiscono pi\u00f9 volte durante il festival come membri di diverse formazioni. Il nostro batterista ha sicuramente battuto il record, avendo suonato almeno sei show in sei giorni. La sua avventura pi\u00f9 audace \u00e8 stata con il tastierista T\u00f3mas J\u00f3nsson, esibendosi come duo Best \u00e1 Flest, che ha intrigato il pubblico con un setup sofisticato che includeva sintetizzatori vintage, un altoparlante Leslie, una batteria, campionatori e giocattoli elettronici. Lo spettacolo inizia con i due che \u201cguidano\u201d un cane robot sul palco, mentre il resto dello show coglie di sorpresa il pubblico, con alcuni spettatori che abbandonano la sala e altri che osservano senza battere ciglio.<\/p>\n<p>Entrambi, Eliassen e J\u00f3nsson, tornano a esibirsi come parte del Mikael M\u00e1ni Quintet presso l\u2019I\u00f0n\u00f3, un noto teatro diventato un popolare locale musicale vicino al lago Tj\u00f6rnin. Ispirate da ricordi d\u2019infanzia, le composizioni strumentali di M\u00e1ni presentano arrangiamenti intricati con chitarra, basso, batteria, Farfisa e altri strumenti a tastiera vintage manovrati da J\u00f3nsson, con un metallofono suonato dalla sorella del compositore, Lilja Mar\u00eda \u00c1smundsd\u00f3ttir.<\/p>\n<p>Durante i sei giorni del festival, \u00e8 possibile avere una vera overdose di jazz; ma, col passare del tempo, si avverte una strana sensazione di nostalgia, simile a quella di aver guardato il film di Jerzy Kawalerowicz. La celebrazione continua, ricca di diversit\u00e0 e di sperimentazione, un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica e della cultura.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Il Reykjav\u00edk Jazz Festival si afferma non solo come un evento musicale essenziale in Islanda ma come una piattaforma vitale per la celebrazione di un genere che, pur nelle sue molteplici interpretazioni, continua a unire culture e generazioni.<\/p>\n<p>#leggoscandinavia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Festival Jazz di Reykjav\u00edk: Un\u2019Imperdibile Celebrazione di Suoni e Espressioni Musicali Il Reykjav\u00edk Jazz Festival, giunto alla sua 36\u00aa edizione, si conferma come un evento annuale straordinario dedicato al genere jazz. Ogni anno, la manifestazione riunisce talenti locali e internazionali, creando una celebrazione vibrante e multicolore della musica jazz. 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