Nuove Tendenze nella Pesca dello Sgombro
Nel corso degli anni, l’Islanda ha mantenuto una connessione indissolubile con il mare e la pesca, nonostante il turismo abbia superato la pesca nel 2013 come principale settore economico. Questo articolo, pubblicato nel primo numero di Iceland Review nell’agosto-settembre del 1963, offre uno spaccato di importanti tendenze nella pesca dello sgombro, un tema che rimane centrale nella cultura e nell’economia islandese.
L’Atlantico del Nord è oggi considerato una delle aree di pesca più ricche del mondo. Grazie alle tecniche di pesca adottate, la maggior parte della cattura avviene sopra i fondali marini, principalmente nei margini continentali. La maggior parte delle specie ittiche vive vicino al fondo del mare, ma lo sgombro rappresenta una significativa eccezione: questo pesce si sposta prevalentemente in acque di media profondità o vicino alla superficie, rendendolo accessibile ai pescatori.
La pesca dello sgombro lungo le coste islandesi ha una tradizione che risale a oltre un secolo fa. Nei primi decenni, i metodi si concentravano sulla cattura di sgombri che entravano nei fiordi e nelle baie per avvicinarsi alla costa. Con il passare del tempo, sono stati introdotti reti da deriva e, all’inizio del XX secolo, le reti a circuizione provenienti dall’America, entrambe rivoluzionarie nel migliorare l’efficienza della pesca permettendo ai pescatori di operare più lontano dalla costa e aumentando radicalmente le catture.
Per oltre cinquanta anni, queste tecnologie sono state le uniche utilizzate per la pesca dello sgombro in Islanda, fino all’introduzione delle reti a anello negli anni ’40, che hanno infine eclissato le reti a circuizione tradizionali.
Lo Sviluppo Rapido
La pesca moderna non sarebbe concepibile senza ricerca scientifica, che fornisce informazioni preziose riguardo alle condizioni di vita nel mare e le abitudini dei pesci. L’avanzamento di scienze correlate, in particolare nel campo delle elettronica, ha avuto un impatto fondamentale. La localizzazione precisa degli sciami di pesci è cruciale, specialmente nella pesca dello sgombro, e nuovi materiali sintetici applicati alle attrezzature hanno migliorato la loro efficacia e durata.
Negli ultimi anni, la rapida evoluzione della pesca allo sgombro islandese si è riflessa nelle statistiche sul pescato, che mostrano un crescente quantitativo di catture, raddoppiato nel giro di pochi anni. Nel periodo dal 1958 al 1962, per esempio, i dati evidenziano un incredibile aumento dalle 107 tonnellate a quasi 500 tonnellate.
Le due categorie di sgombri catturati offrono formulazioni interessanti per la pesca: il primo proviene dalla Norvegia, che visita le coste islandesi in cerca di cibo, mentre l’altro è di origine islandese, normalmente presente durante la pesca autunnale.
Tre Aspetti Fondamentali
Negli anni successivi al 1944, le catture lungo le coste nord e est sono crollate quando lo sgombro ha cambiato i propri comportamenti, spostandosi in acque più profonde. Le catture autunnali continuavano, ma erano limitate dall’impossibilità di utilizzare reti a circuizione a causa delle abitudini migratorie del pesce.
Tuttavia, recenti cambiamenti tecnologici hanno aperto nuove possibilità per i pescatori. Le apparecchiature elettroniche moderne, come i sonar, consentono di localizzare il pesce attraverso esplorazioni orizzontali, migliorando l’efficacia della pesca. Inoltre, nuovi sistemi di imbarco dei retini, come il “power block”, hanno semplificato e velocizzato il processo di recupero delle reti, essenziale per la cattura dello sgombro, che si muove rapidamente.
Infine, l’introduzione di reti in nylon e altri materiali sintetici, più resistenti e leggeri delle tradizionali reti di cotone, hanno ulteriormente migliorato le prestazioni dei pescatori.
Alla Ricerca degli Sciami
La combinazione di questi progressi ha radicalmente influenzato le pescate autunnali e invernali, creando opportunità inaspettate per i pescatori. Durante i mesi di ottobre fino alla fine di febbraio, i pescherecci islandesi, dotati di attrezzature moderne e ben equipaggiati, partono per la cattura dello sgombro, spesso lavorando anche di notte, quando il pesce si avvicina di più alla superficie per nutrirsi.
Con circa 120 imbarcazioni in attività, le condizioni meteorologiche sono determinanti, poiché il migliore racconto avviene durante le notti calme. Un buon giorno può portare a catture di 200-300 tonnellate in una sola uscita. Una volta portato a terra, lo sgombro subisce vari processi di lavorazione, come salatura, marinatura o congelamento, e quando le catture sono abbondanti, viene mandato in stabilimenti per la produzione di farina e olio di pesce.
In sintesi, la pesca dello sgombro rappresenta una parte fondamentale della vita economica islandese, mantenendo un rilevante posto d’onore rispetto ad altre industrie della pesca nel paese. Con l’evoluzione delle tecniche e l’innovazione tecnologica, sembra destinata a continuare a prosperare negli anni a venire.
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