La Guardia Costiera Islandese Monitora la Flotta di Tonni Asiatici al di Fuori delle Acque Islandesi
Secondo la Guardia Costiera islandese, circa 15 pescherecci per la pesca del tonno provenienti dal Giappone e dalla Corea del Sud stanno operando appena a sud della zona economica esclusiva (ZEE) dell’Islanda. Questa attività si svolge in acque che, pur essendo in prossimità delle coste islandesi, non rientrano sotto la giurisdizione del paese.
La nave pattuglia Þór ha il compito di monitorare la flotta di pescherecci, non solo per osservare le attività di pesca, ma anche per garantire che le imbarcazioni rimangano al di fuori della giurisdizione islandese mentre svolgono la loro attività di pesca.
Circa 15 Vascelli Asiatici per la Pesca del Tonno al di Fuori della ZEE Islandese
La realtà è che un numero consistente di vascelli giapponesi e sudcoreani è attualmente attivo nelle acque che si trovano immediatamente a sud della ZEE islandese. Questi pescherecci non sono nuovi alla regione, in quanto la pesca del tonno è stata una pratica consolidata in queste acque dell’Atlantico settentrionale per decenni. Nonostante la loro pesca si svolga al di fuori delle acque islandesi, alcuni di questi vascelli effettuano soste nei porti islandesi per rifornirsi di provviste.
Flotte di Tonni Attive nelle Acque dell’Atlantico Settentrionale da Decenni
La Guardia Costiera ha dichiarato che le imbarcazioni dedicate alla pesca del tonno operano da lungo tempo in queste acque che non rientrano nell’ambito di giurisdizione islandese. La posizione di queste flotte varia di anno in anno a causa dei cambiamenti nella distribuzione dei pesci e delle condizioni ambientali. Il monitoraggio delle acque vicine al confine della ZEE consente alla Guardia Costiera di assicurarsi che i vascelli di pesca rimangano al di fuori della giurisdizione dell’Islanda, garantendo così un’adeguata regolamentazione della pesca nella regione.
Nel 2021, l’Islanda Review aveva riportato che 20-30 vascelli giapponesi erano attivi nelle acque vicine all’Islanda. La quota di tonno rosso dell’Islanda, purtroppo, è spesso rimasta largamente inutilizzata, poiché sono necessarie imbarcazioni specializzate e attrezzature per la congelazione affinché la pesca stessa risulti sostenibile e redditizia. Tuttavia, il tonno catturato da imbarcazioni islandesi ha comunque suscitato un forte interesse nel mercato giapponese, evidenziando il potenziale commerciale che l’Islanda potrebbe sviluppare se riuscisse a sfruttare al meglio le sue risorse ittiche.
La questione della pesca del tonno e della sua regolamentazione è di grande importanza, non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche per le considerazioni economiche legate all’industria della pesca islandese. La presenza di imbarcazioni asiatiche nelle vicinanze delle acque islandesi genera quindi un dibattito fra i sostenitori della pesca sostenibile e quelli che richiedono più rigorosi controlli sulle attività di pesca.
La vigilanza continua sulla flotta di pescherecci asiatici evidenzia come l’Islanda stia cercando di mantenere un equilibrio tra la gestione delle sue risorse naturali e il rispetto delle normative internazionali che regolano la pesca nelle acque dell’Atlantico settentrionale.
Conclusione
In un momento in cui la sostenibilità delle risorse marine è diventata un tema di crescente rilevanza a livello globale, l’Islanda, grazie alla sua Guardia Costiera, si impegna a monitorare e gestire le risorse ittiche. Mantenere una vigilanza rigorosa sulle flotte di pesca straniere è essenziale per confermare che l’Islanda possa proteggere la propria economia e l’ambiente marino per le generazioni future.
Per ulteriori storie che coprono la società , la politica, gli affari e la cultura islandese, vi invitiamo a visitare il sito di Iceland Review News.
#leggoscandinavia


