Ministero della Giustizia dell’Islanda: circa 30 detenuti deportati per alleviare la pressione sul sistema carcerario
La Ministra della Giustizia Þorbjörg SigrÃður Gunnlaugsdóttir ha annunciato che circa 30 detenuti sono già stati espulsi dall’Islanda mentre il governo lavora per ridurre la pressione sul sistema carcerario. Queste rimozioni sono il risultato di una modifica legale temporanea che consente a determinati detenuti stranieri, soggetti a decisioni di deportazione, di essere considerati per la libertà vigilata dopo aver scontato un terzo della loro pena.
Una misura temporanea mirata a fronteggiare il sovraffollamento carcerario
Questa misura è stata introdotta in un contesto di persistenti problemi di capacità nelle carceri islandesi. Quando la proposta di libertà anticipata è stata presentata per la prima volta, l’espulsione immediata dei detenuti qualificati dopo la loro liberazione era già prevista. La modifica temporanea consente ora ai detenuti stranieri con una decisione di deportazione definitiva di essere considerati per la libertà vigilata dopo aver scontato un terzo della loro pena, invece del limite consueto applicabile normalmente. Tuttavia, le decisioni individuali devono comunque essere valutate dalle autorità carcerarie.
Il fine di questa politica è di liberare capacità carceraria piuttosto che preparare i detenuti interessati per la reintegrazione nella società islandese. Mentre il sovraffollamento è una preoccupazione crescente, il personale carcerario ha avvertito che tale situazione può comportare rischi per la sicurezza.
Il nuovo sistema di deportazioni ha già portato a rimpatri di detenuti di alto profilo, ed è stato comunicato che le espulsioni previste da questo accordo continueranno nel prossimo futuro. Precedenti notizie dell’Islanda Review avevano già delineato piani per deportazioni regolari sotto la nuova legge.
In conclusione, l’iniziativa del governo islandese rappresenta un tentativo significativo di affrontare le sfide legate al sovraffollamento carcerario, consentendo una gestione più efficace dei detenuti stranieri. Tuttavia, resta da vedere come queste misure influenzeranno non solo il sistema penitenziario, ma anche la società in generale, in termini di reintegrazione e rispetto dei diritti umani dei detenuti.
Fonte: RÚV
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