Il Bilancio Previsivo dell’Islanda per il 2027 Prevede un Surplus di 5 Milioni di ISK

Il Bilancio Statale dell’Islanda per il 2027 Prevede un Surplus di ISK 5 Milioni

Il governo islandese prevede un surplus di 5 miliardi di corone islandesi (ISK) nel bilancio statale del 2027, il che segnerebbe la fine di otto anni consecutivi di deficit. Questa previsione, presentata dal ministro delle Finanze e degli Affari Economici, Daði Már Kristófersson, durante una conferenza lunedì, è ancora una proposta e necessita di approvazione da parte del parlamento.

Secondo il governo, le entrate e le spese statali sono attese in sostanziale equilibrio, producendo un risultato positivo per la prima volta in quasi un decennio. La proposta di bilancio prevede un surplus modesto, che però è significativo rispetto all’entità dei deficit fiscali recenti dell’Islanda, che ammontano a circa 866 miliardi di ISK dal 2019. Questo scenario è stato in gran parte influenzato dagli effetti della pandemia di Covid-19 e dalle eruzioni vulcaniche nella penisola di Reykjanes.

L’esecutivo sostiene che il ritorno all’equilibrio di bilancio è necessario non solo per migliorare le finanze statali, ma anche per ridurre le pressioni inflazionistiche e supportare tassi di interesse più bassi. Daði Már ha affermato che questa inversione è stata possibile grazie a una crescita contenuta della spesa, un cambiamento nelle operazioni governative e una priorità nelle spese per il welfare e i servizi pubblici fondamentali.

Nonostante ciò, il bilancio prevede ancora un notevole debito pubblico, che dovrebbe attestarsi intorno ai 2,1 trilioni di ISK alla fine del 2027, corrispondente a poco meno del 38% del PIL. L’obiettivo dichiarato del governo è quello di iniziare a ridurre il rapporto debito/PIL negli anni successivi.

Maggiore Entrate e Spesa Contenuta

La transizione da un deficit a un surplus dipende da misure sia sul fronte delle entrate che su quello delle spese. Si prevede che le modifiche a tasse, commissioni e altre misure fiscali porteranno a circa 34 miliardi di ISK in entrate aggiuntive nel 2027. Tra queste, vi sono l’aumento della tassa bancaria e le maggiori tariffe legate al settore turistico. Il governo ha sottolineato che queste misure sono destinate ad ampliare la base imponibile, migliorare la conformità fiscale, ridurre le esenzioni e garantire che coloro che hanno una maggiore capacità contribuiscano in misura maggiore.

Contemporaneamente, i ministeri e le istituzioni pubbliche dovranno continuare a contenere la spesa. Tra le misure previste nel bilancio figurano controlli generali sulla spesa, riduzioni del personale e tagli mirati. Alcuni programmi specifici saranno colpiti; ad esempio, i sussidi agli interessi per i proprietari di casa sono previsti per essere aboliti all’inizio del 2027, con una riduzione della spesa pubblica di circa 800 milioni di ISK.

Il governo ha assicurato che i servizi essenziali saranno protetti il più possibile, mentre ulteriori fondi saranno indirizzati verso aree come l’istruzione, le infrastrutture di trasporto, la polizia, le carceri e progetti legati alla difesa.

Dalla Deficit a un Surplus Previsto

Il dibattito politico si concentra ora su come raggiungere questo equilibrio, inclusi spese, tasse e commissioni. A giugno, l’Alþingi ha approvato un piano fiscale volto a equilibrare il bilancio entro il 2027, mentre proposte precedenti del governo ipotizzavano risparmi fino a 70 miliardi di ISK attraverso fusioni istituzionali, efficienze amministrative e altre riduzioni di spesa.

La cifra di 5 miliardi di ISK rimane una previsione contenuta nel bilancio proposto dal governo, piuttosto che un surplus già realizzato. Ora, il progetto deve passare attraverso l’Alþingi, dove le singole misure fiscali e di spesa potrebbero essere soggette a ulteriori controlli e possibili modifiche.

In sintesi, l’Islanda sta intraprendendo un cammino verso l’equilibrio di bilancio, dopo un lungo periodo di deficit. La sfida consiste nell’assicurare che le misure proposte possano essere attuate efficacemente e che non compromettano i servizi essenziali per i cittadini.

Fonte: Governo dell’Islanda; RÚV.

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