Nel 2026, gli esseri umani scaricheranno 72.000.000 di tonnellate di rifiuti di plastica nell’ambiente

La Giornata di Superamento della Plastica: Un Colpo di Allerta per il Pianeta

I sostenitori dell’ambiente hanno lanciato un “colpo di avvertimento” riguardo all’aumento esponenziale dei rifiuti in plastica nel mondo. Quest’anno, si segna la data in cui il pianeta produce più plastica di quanto riesca a gestire nella sua totalità. Secondo un nuovo rapporto, pubblicato in esclusiva per il 2026, si prevede che la Giornata di Superamento della Plastica, ovvero il giorno in cui i rifiuti plastici dei consumatori superano la capacità del mondo di smaltirli, avverrà presto.

Il rapporto dell’organizzazione Earth Action è stato rivelato come un campanello d’allarme per l’umanità. Quest’anno, si prevede che 72 milioni di tonnellate di sostanze chimiche pericolose fuoriescano nell’ambiente a causa della cattiva gestione dei rifiuti plastici. Si stima che solo il Regno Unito gestirà più di 317.000 tonnellate di plastica in modo inadeguato e ne esporti oltre 516.000 tonnellate nel 2026, con 46.000 tonnellate di microplastiche che penetreranno nei corsi d’acqua britannici.

Sarah Perreard, co-fondatrice di Earth Action, ha dichiarato: “Considerate questa data come un colpo di avvertimento”. Ha sottolineato che, nonostante i miglioramenti nella gestione dei rifiuti plastici, il mondo continua a produrre plastica a un ritmo superiore rispetto a quello che i sistemi di riciclaggio possono gestire. “L’impatto della crescita esponenziale dei rifiuti sull’ambiente e sulla salute umana non può essere ignorato”, ha aggiunto.

La Giornata di Superamento della Plastica rappresenta la differenza annuale tra la quantità di rifiuti plastici prodotti e quella che si può gestire in modo appropriato. Nel 2026, si prevede che il mondo gestirà male 72 milioni di tonnellate di plastica, un incremento rispetto ai 69 milioni di tonnellate nel 2021. Ciò corrisponde al 31,6% del totale dei rifiuti plastici generati quest’anno, pari a 116 giorni del 2026.

Earth Action ha evidenziato che questi rifiuti non gestiti saranno “lasciati non raccolti o abbandonati, e da lì penetreranno nel suolo, nei fiumi e negli oceani”. Sian Sutherland, co-fondatrice di Plastic Planet, ha affermato che “abbiamo trascorso decenni fingendo che il riciclaggio possa risolvere la crisi della plastica. Non può”. La produzione di plastica ha creato una crisi chimica globale che trascende i confini nazionali: le sostanze chimiche e le microplastiche liberate dalla plastica attraversano il nostro ambiente, il nostro cibo e, infine, i nostri corpi.

“Il plastico può contenere più di 16.000 sostanze chimiche. Oltre 4.000 sono già note come pericolose e più di 10.000 mancano ancora di dati adeguati sui rischi”, ha continuato Sutherland. “Questo non è un materiale che dovremmo produrre su scala sempre maggiore, e il riciclaggio non fa altro che mantenere queste sostanze chimiche in circolazione”.

Anche se la Giornata di Superamento della Plastica è stata due giorni più tardi rispetto all’anno scorso, ed è slittata rispetto al 28 agosto del 2021, i dati globali mostrano che la quantità totale di rifiuti plastici continua ad aumentare, passando da 202 milioni di tonnellate nel 2021 a quasi 227 milioni di tonnellate quest’anno. Per quanto riguarda il Regno Unito, il giorno specifico di superamento non arriverà fino al 3 dicembre, indicando una gestione migliore dei rifiuti rispetto alla media globale.

Tuttavia, il rapporto critica il Regno Unito, insieme a Stati Uniti, Francia e Germania, definendoli “sovraccaricatori”. Queste nazioni, come sostenuto nel report, producono quasi tre volte il valore medio di rifiuti plastici per persona ogni anno.

Il rapporto indica inoltre che il Regno Unito sarà responsabile del rilascio di 46.000 tonnellate di microplastica nelle acque nel 2026. Dr. Roz Savage, deputato del partito dei Liberal Democratici per il South Cotswolds, ha commentato che il Regno Unito dovrebbe adottare misure più proattive nei confronti della plastica. “Ho trascorso mesi in mare e non c’è un angolo dove i nostri rifiuti non siano arrivati. Ma ora non è più solo una questione oceanica. La stessa plastica è nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo e nei nostri stessi corpi”, ha dichiarato.

Infine, un portavoce del Dipartimento per Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali ha affermato che il governo è “determinato a porre fine alla nostra società usa e getta e a combattere l’inquinamento da plastica”. La dichiarazione governativa ha proseguito: “Stiamo già adottando misure per ridurre i rifiuti in plastica rendendo i produttori responsabili degli imballaggi che mettono sul mercato e incoraggiandoli a utilizzare materiali più riciclabili”.

Il tempo per agire è ora: proteggere l’ambiente e la nostra salute è una necessità urgente che non può più essere ignorata.

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