Oltre 80 morti su un’imbarcazione dopo quasi un mese alla deriva

Tragedia nell’Oceano Atlantico: 45 sopravvissuti dopo 26 giorni in mare

Questa mattina, i soccorritori hanno assistito i sopravvissuti nel loro sbarco al porto di Arguineguin, a Gran Canaria. Una drammatica operazione che porta alla luce una tragedia avvenuta in mare, dove dozzine di persone hanno perso la vita, compreso un neonato, dopo che una barca è rimasta alla deriva nell’Oceano Atlantico per circa 26 giorni.

I soccorritori hanno trovato sopravvissuti e alcuni corpi su una piccola imbarcazione da pesca, che sembra sia partita dalla Gambia quasi un mese fa. Questa barca, con a bordo 128 persone, era destinata a attraversare il mare verso le Isole Canarie, ma si è persa nell’oceano. Secondo l’agenzia di stampa spagnola Efe, solo 45 persone sono riuscite a sopravvivere a quest’odissea e sono state recuperate oggi all’alba, a circa 120 chilometri al largo di Las Palmas, Gran Canaria.

I sopravvissuti hanno riferito di essere partiti per le Canarie con “più di cento persone”. I soccorritori, purtroppo, hanno trovato cinque corpi rimasti a bordo della barca a forma di canoa. Tuttavia, a causa delle forti correnti marine, le squadre di soccorso sono state costrette a lasciare i corpi sulla barca.

Dopo il salvataggio, i sopravvissuti sono stati trasportati al porto di Arguineguin, mentre un aereo dei servizi di soccorso marittimo aveva avvistato la piccola imbarcazione avvisando le autorità durante la notte. La Guardia Civile spagnola ha confermato che le iscrizioni sulla carena della canoa corrispondevano a un’imbarcazione che era partita dalla Gambia il mese scorso.

La traversata dal continente africano verso le Isole Canarie rappresenta uno dei percorsi migratori più pericolosi al mondo, con centinaia di persone che perdono la vita ogni anno. Secondo l’ONG Caminando Fronteras, entro giugno di quest’anno, circa 1.300 persone erano morte nel tentativo di raggiungere le isole spagnole.

Il tragitto dalla Gambia è tra le traversate più lunghe frequentemente tentate dai migranti in cerca di un futuro migliore in Europa, misurando circa 2.000 chilometri. Altre località di partenza lungo la costa africana includono Conakry, in Guinea, Bissau, Guinea-Bissau, Saint-Louis in Senegal e il Marocco, quest’ultimo essendo il paese più vicino alla Spagna.

La Spagna è il paese che riceve il maggior numero di migranti che arrivano nell’Unione Europea, anche attraverso Ceuta, un’enclave spagnola situata sulla costa africana. Quest’estate, a Ceuta, migliaia di migranti hanno nuotato fino alle sue coste sbarrate, creando una situazione di emergenza che ha sovraccaricato la polizia e portato alla formazione di grandi accampamenti per le strade della città.

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha subito critiche per la gestione della situazione a Ceuta, dopo l’arrivo di circa 72.000 persone, molte delle quali sono state rimandate in Marocco. In risposta alla situazione, migliaia di persone hanno manifestato a Madrid per protestare contro la gestione del governo sull’arrivo massiccio di migranti.

L’opposizione accusa l’amministrazione di aver abbandonato i residenti di Ceuta, mentre il governo ha ribattuto accusando i gruppi di destra di sfruttare la crisi per ottenere consensi. La situazione rimane critica e complessa, e i soccorsi continuano a essere una priorità per le autorità spagnole e internazionali.

Con questo drammatico evento, riaffiora con forza la necessità di una risposta umanitaria e politica efficace per affrontare una crisi migratoria che continua a mettere in pericolo la vita di molte persone in cerca di sicurezza e opportunità in Europa.

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