Una catastrofe naturale devastante: l’alluvione nel Himalaya
Le immagini scioccanti di un’imponente massa d’acqua che ha travolto gli edifici nel porto di Gyirong sono diventate virali sui social media, rivelando la devastazione causata da un’alluvione che ha stravolto le comunità himalayane. Questo catastrofico evento ha portato via case e ha causato la morte di almeno 359 persone, e secondo gli esperti, non sarà l’ultimo di questo tipo.
I fatti parlano chiaro: una enorme ondata di acqua, rocce e ghiaccio ha infranto improvvisamente il confine tra il Nepal e la regione tibetana della Cina. I video mostrano persone che cercano di scappare prima che una coltre di fango inghiottisse gli edifici in pochi secondi, registrando scene di caos e paura al valico di Gyirong. A seguito dell’alluvione, oltre 1.000 persone rimangono ancora disperse, inclusi turisti britannici.
Il dottor Simon Cook, scienziato ambientale dell’Università di Dundee, ha dichiarato che analisi preliminari delle immagini satellitari suggeriscono che un’avalanga di ghiaccio fosse la causa scatenante dell’alluvione. Cook ha infatti raccolto dati che indicano come un blocco di ghiaccio di circa 2.000 piedi di larghezza si sia staccato da un ghiacciaio a un’altitudine di 17.000 piedi. Secondo Dr. Cai Ladd, del dipartimento di geografia dell’Università di Swansea, questo blocco di ghiaccio era in una posizione instabile e, con le immagini satellitari che mostrano la scomparsa della copertura nevosa, si ipotizza che l’accumulo di acqua di scioglimento possa aver lubrificato il ghiaccio, innescando così il suo crollo.
Questo catastrofico evento ha rilasciato una grande quantità di energia, provocando il rapido scioglimento del ghiaccio e dando origine all’alluvione lampo. La forza di questa frana è stata così devastante da poter essere registrata come un terremoto di magnitudo 5.2.
Ma potrebbe succedere di nuovo? Gli esperti avvertono che eventi simili possono verificarsi in qualsiasi parte del mondo dove ci sono montagne glaciali ripide. Tuttavia, l’Himalaya rappresenta un’area particolarmente vulnerabile, poiché la regione sta vivendo un riscaldamento rapido. Secondo studi recenti, la catena montuosa dell’Hindu Kush ha perso quasi 27 metri di spessore di ghiaccio dal 1975. Le ricerche attestano che la persistenza della neve è attualmente del 28% al di sotto della norma, la più bassa da oltre due decenni.
L’instabilità della montagna crescente, combinata con il riscaldamento globale, aumenta il rischio di alluvioni lampo più frequenti e gravi, provocate dal collasso dei ghiacciai. Il dottor Liam Taylor, geografo all’Università di Leeds, ha commentato che “i ghiacciai insalubri si trovano a subire nuovi estremi climatici”.
Nonostante eventi come questi siano rari, la minaccia aumenta per le comunità montane vicine ai ghiacciai. Molteplici sono stati i disastri glaciali nel passato, con l’alluvione che colpì la città di Huaraz in Perù nel 1941, che causò la morte di 5.000 persone, fino al crollo del ghiacciaio Huascarán nel 1970, che provocò una valanga mortale che colpì più di 25.000 persone.
Anche in Asia, il tema dei rischi legati ai ghiacciai è sotto attenzione. Nonostante i ricercatori abbiano monitorato da vicino le inondazioni dei laghi glaciali, le valanghe di ghiaccio e roccia rimangono meno prevedibili e quindi con alti potenziali di impatto devastante.
Professore all’Università di Cambridge, il dottor Maximillian Van Wyk de Vries ha spiegato che l’attenzione si è concentrata principalmente sulle inondazioni dei laghi glaciali, mentre le valanghe di ghiaccio sono state sottovalutate. Il cambiamento climatico, pur essendo una problematica complessa da associare a eventi singoli, non può essere ignorato, poiché sarà necessario affrontare eventi distruttivi come questo, indipendentemente dalle cause specifiche.
Mentre le comunità si uniscono nel lutto e nella ricerca di scomparsi, c’è un urgente bisogno di riflessione sulle sfide che il cambiamento climatico presenta per le popolazioni montane. Il mondo deve mescolare la sua attenzione diplomatica e scientifica per affrontare le crisi che si faranno sempre più grava in futuro.
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