Dentro la simulazione di incidente di Air India che “mette in dubbio la teoria del suicidio del pilota”

Il Disastro dell’Air India: La Simulazione del Problema Solleva Dubbi sulla Teoria del Suicidio del Pilota

Recentemente, un importante studio legale, in rappresentanza delle famiglie di oltre 100 vittime dell’incidente aereo dell’Air India del 12 giugno 2025, ha condotto una simulazione del volo che ha suscitato dubbi significativi riguardo alla teoria di suicidio del pilota, promossa dagli inquirenti indiani. Questo volo, che partiva da Ahmedabad e si dirigeva a Londra, si è tragicamente schiantato dopo pochi minuti dal decollo, causando la morte di 260 persone, fra cui anche 52 cittadini britannici.

Le indagini preliminari suggeriscono che l’Ufficio per le Indagini sugli Incidenti Aerei dell’India (AAIB) si stia orientando verso l’ipotesi di un errore da parte del pilota come causa del disastro. Tuttavia, Mike Andrews, l’avvocato che rappresenta 130 familiari delle vittime, ha affermato che i risultati dei suoi test contrastano con la cronologia degli eventi fornita dagli inquirenti indiani. “Non so se l’AAIB abbia detto la verità finora riguardo le proprie scoperte, o se diranno la verità nel loro rapporto finale,” ha dichiarato.

Il disastro si è verificato quando un Boeing 787 ha colpito un ospedale poco dopo il decollo. Poi, nel luglio 2025, l’AAIB ha pubblicato un controverso rapporto preliminare che alimentava speculazioni sul presunto sabotaggio o errore del pilota. In risposta alle critiche ricevute, Andrews e il suo studio legale, Beasley Allen, hanno deciso di condurre simulazioni autonome in un simulatore di volo di livello D in Francia.

Durante i test, l’accento è stato posto su un dettaglio cruciale: il generatore di emergenza utilizzato dal 787, noto come Ram Air Turbine (RAT), che fornisce energia quando i sistemi principali falliscono. Il rapporto preliminare dell’AAIB sostiene che il RAT sia stato attivo entro cinque secondi dalla chiusura dei rubinetti di carburante. Tuttavia, l’analisi dei dati di test suggerisce che il RAT necessita di 14-18 secondi per fornire energia, il che implicherebbe che il meccanismo di emergenza fosse attivato prima che il carburante venisse chiuso.

Le immagini presentate dai legali sembrano mostrare il RAT già esteso quando l’aereo era ancora in pista. Andrews ha dichiarato che le tempistiche del rapporto dell’AAIB “non hanno mai avuto senso” e che l’argomentazione riguardante il momento della attivazione del RAT “non è accurata”. Ha aggiunto che “ci sentiamo fiduciosi, basandoci sui nostri test, che ci sia qualcos’altro in gioco”.

La scoperta non ha però permesso di determinare con certezza la causa dell’incidente, poiché ci sono molteplici fattori che possono aver causato l’attivazione del RAT. Andrews ha mostrato scetticismo nei confronti della teoria del suicidio del pilota, definendola “semplicemente speculazione e congettura”. Ha riferito di aver scritto all’AAIB indiano, nonché al Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti e ai funzionari britannici, presentando le sue scoperte.

Nella lettera, di cui Metro ha avuto visione, ha comunicato agli investigatori che le prove suggeriscono che l’attivazione del RAT “non è stata causata dai presunti cambiamenti al sistema di carburante indotti dal pilota”. L’AAIB avrebbe dovuto rilasciare il rapporto finale a giugno, ma ha ora promesso di pubblicare le conclusioni sul disastro in ottobre, comunicando di aver condotto test di simulazione di volo.

Andrews ha sottolineato che se l’AAIB fosse così convinta della teoria del suicidio del pilota, non avrebbe dovuto condurre altre prove costose. “Non hanno fiducia in quella teoria,” ha aggiunto, esprimendo scetticismo riguardo alla possibilità che l’AAIB informi pubblicamente la verità sul disastro. Ha dichiarato che le famiglie delle vittime sono “comprensibilmente frustrate” per l’andamento dell’indagine e attendono risultati chiari e definitivi.

Di fronte a queste rivelazioni, la Boeing ha costantemente ribadito che il 787 è sicuro, citando processi di test esaustivi per garantire la sicurezza degli aerei. Allo stesso tempo, l’AAIB ha difeso il proprio rapporto preliminare, specificando che il suo obiettivo era solo informare su “cosa” fosse successo e non attribuire colpe in modo irresponsabile.

L’industria aerea e gli organi di investigazione britannici e indiani continueranno a seguire da vicino questa situazione, mentre vi è una crescente pressione per ottenere chiarezza su un caso che ha colpito così profondamente centinaia di famiglie.

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