Attivisti britannici “terrorizzati” e bloccati a bordo della nave catturata dall’Islanda

La cattura della Bandero da parte delle forze speciali islandesi: tensioni e diritti umani in gioco

La scorsa settimana, il peschereccio anti-whaling Bandero è stato sequestrato dalle forze speciali islandesi mentre tentava di fermare una nave baleniera. A bordo si trovano 21 membri dell’equipaggio, tra cui alcuni cittadini britannici, che segnalano un trattamento inadeguato e condizioni precarie.

Il Bandero, appartenente alla Captain Paul Watson Foundation, è stato intercettato dalla Guardia Costiera islandese dopo che la nave aveva inizialmente tentato di fermare la baleniera Hvalur 9. La cattura è avvenuta in un contesto complesso, poiché il commercio di balene è vietato dalla maggior parte del mondo dal 1986, ma l’Islanda continua questa pratica controversa.

Le denunce di maltrattamento

I membri dell’equipaggio, tra cui due britannici, hanno denunciato di essere stati maltrattati e di non poter lasciare la nave. Manolya Adan, una delle attiviste a bordo, ha comunicato con i mezzi a disposizione e ha descritto l’esperienza come “terrificante e drammatica”. Secondo le loro affermazioni, non hanno accesso ai loro avvocati prescelti e sono stati privati del contatto con i propri cari.

I membri dell’equipaggio si trovano in una situazione critica, con rifornimenti che stanno per esaurirsi, condizioni igieniche inadeguate e nessun accesso ai servizi igienici. Manolya ha aggiunto che la loro libertà di movimento è stata limitata, poiché sono stati rinchiusi sulla nave per interrogatori dalla polizia.

Cosa è successo durante l’intervento

Il Bandero è stato inseguito dalla Guardia Costiera islandese e, secondo le testimonianze, gli agenti erano armati. Manolya ha dettagliato che l’imbarcazione è stata bloccata a metà di un intervento, generando tensioni e paura tra l’equipaggio. La nave anti-whaling è stata portata nel porto di Reykjavík, dove le forze di polizia locale hanno assunto il controllo della situazione.

Durante l’operazione, i membri dell’equipaggio sono stati accusati di aver dato informazioni sotto coercizione e di aver avuto i loro telefoni confiscati. I portavoce della Captain Paul Watson Foundation hanno denunciato il blocco degli avvocati scelti dai membri dell’equipaggio, costretti a utilizzare legali designati dalle autorità.

Le dichiarazioni delle autorità islandesi

La giustificazione delle autorità islandesi ha puntualizzato che la Guardia Costiera esercita i propri poteri per garantire la sicurezza sia dei membri dell’equipaggio della baleniera che della nave Bandero itself. Il Ministero della Giustizia islandese ha dichiarato che l’operazione è stata condotta come parte di un piano già stabilito e che nessuno è rimasto ferito.

Inoltre, le autorità hanno sottolineato che gli equilibri di potere in gioco devono rispettare i diritti dei sospetti e che, in caso di violazioni, i membri dell’equipaggio possono presentare un reclamo al Comitato di Monitoraggio della Polizia.

Reazioni globali e il futuro dell’attivismo

Gli attivisti a bordo del Bandero si sentono ora impotenti, incapaci di supportare la loro causa mentre sono trattenuti. Lucien Richardson, un cittadino britannico-francese a bordo, ha affermato che “siamo stati illegalmente detenuti” e ha denunciato la mancanza di accesso ai loro diritti fondamentali.

La situazione ha attirato l’attenzione internazionale, con molteplici richieste di chiarimento da enti di diritti umani. La Captain Paul Watson Foundation continua a monitorare la situazione, mentre in Islanda si discute sulla sostenibilità della caccia alle balene.

Conclusione

La cattura della Bandero ha sollevato importanti questioni etiche e legali riguardo al trattamento degli attivisti e alla caccia alle balene in Islanda. Mentre l’Islanda continua a rivendicare la sua posizione in merito alla caccia sostenibile, le condizioni a bordo della Bandero e le denunce di maltrattamento costringono a una revisione urgente delle politiche in materia di diritti umani e libertà civili.

La comunità internazionale rimane in attesa di sviluppi, mentre le autorità islandesi dovranno affrontare un crescente scrutinio per le loro azioni e politiche in merito alla protezione degli attivisti e degli ecosistemi marini.

#leggoscandinavia

LeggoScandinavia Team
LeggoScandinavia Team
Ciao e benvenuto nel Team redazionale di LeggoScandinavia! Siamo un gruppo di giovani talentuosi e appassionati, composti da scrittori creativi, giornalisti in erba, esperti di cultura e appassionati di viaggi. Ci dedichiamo con entusiasmo a fornire contenuti di alta qualità e coinvolgenti per la comunità italiana nei paesi scandinavi.
RELATED ARTICLES

Most Popular