Tragedia su Broad Peak: la perdita di Nirmal Purja e altri alpinisti
Nirmal Purja, un famoso alpinista britannico-nepalese, è tragicamente deceduto giovedì dopo che un’avalanga ha colpito un gruppo di dieci alpinisti sul Broad Peak, una delle montagne più alte del mondo. L’incidente si è verificato intorno a mezzogiorno, mentre Purja stava guidando la sua squadra verso la vetta.
Il drammatico intervento di soccorso
Le operazioni di recupero hanno portato al ritrovamento dei corpi di tre alpinisti: Nadhira Alharthy, la prima donna omanita a raggiungere la vetta del Monte Everest; Sarah Mallory Geis, un’alpinista americana; e Pur Bahadur Gurung, un alpinista nepalese. La compagnia di guida di Purja, Elite Exped, ha confermato oggi che anche il noto alpinista di 43 anni ha perso la vita in questo tragico evento.
Attraverso un post su Instagram, Elite Exped ha comunicato: “Oggi, con profonda tristezza e un grande dolore nel cuore, confermiamo che Nirmal ‘Nimsdai’ Purja ha tragicamente perso la vita a seguito dell’avalanga sul Broad Peak.” Hanno anche riferito che altri membri dell’espedizione non sono sopravvissuti.
Ricordi e tributi
Elite Exped ha continuato, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie, agli amici e ai cari dei defunti, affermando che nessuna parola può alleviare il dolore di una perdita così inimmaginabile e chiedendo rispetto per la privacy delle famiglie in lutto. Bear Grylls, noto esperto di sopravvivenza, ha reso omaggio a Purja su Instagram, lodandolo come un “uomo straordinario e unico”.
La carriera di Nirmal Purja
Purja era un ex soldato dei Royal Marines e un alpinista di fama mondiale, famoso per aver scalato tutte le 14 vette di oltre 8.000 metri — i cosiddetti “ottomila” — in tempi record nel 2019. Questo straordinario traguardo è stato documentato nel film del 2021 “14 Peaks: Nothing Is Impossible”. Purja ha compiuto questa impresa senza l’uso di ossigeno supplementare e sperava di ripetere l’esperienza quest’anno.
Il suo avvocato ha dichiarato che Purja “nega categoricamente” le accuse di abusi sessuali mosse nei suoi confronti da diverse alpiniste. Nonostante le polemiche, il suo amore per la montagna e il desiderio di sfidare se stesso rimanevano indiscussi.
Dettagli dell’incidente
Nell’ultimo tentativo di scalare Broad Peak, Purja aveva scritto su X: “Chiedo solo un passaggio sicuro per salire e scendere.” Si è sempre approcciato alla scalata con la massima serietà : “Non sottovaluto nessuna montagna. Non una. Dal momento in cui lascia il campo base, è al 100%. E così sarà sempre.”
Il dramma si è consumato giovedì mattina, quando dieci alpinisti suddivisi in quattro squadre hanno iniziato l’ascensione. Alle 9, la comunicazione con il gruppo è stata persa; secondo le autorità , l’avalanga ha colpito gli alpinisti a un’altitudine di 6.600 metri.
Le operazioni di ricerca e soccorso sono iniziate il giorno successivo, ma sono state ostacolate dalle avverse condizioni meteorologiche e dalla posizione remota dell’incidente. Il Club Alpino del Pakistan ha annunciato che altre due salme sono state recuperate, inclusa una gamba amputata della Geis.
La sfida della montagna
Broad Peak, situata al confine tra Pakistan e Cina, si ergere a 8.047 metri ed è la dodicesima montagna più alta del mondo. Fino a novembre scorso, 39 persone avevano perso la vita cercando di raggiungere la sua vetta, secondo il Himalayan Database.
Tra i dispersi ci sono anche Sohail Sakhi, un rinomato alpinista pakistano; Wang Zhong, un alpinista cinese; e Kili Pema Sherpa, una guida nepalese. Il dolore nel mondo dell’alpinismo è palpabile, e la perdita di Nirmal Purja rappresenta un duro colpo per la comunità degli amanti della montagna.
In un momento così difficile, è importante ricordare non solo i successi degli alpinisti scomparsi ma anche il loro contributo alla comunità e l’ispirazione che hanno dato a molti. La loro passione per la montagna vivrà sempre nei cuori di chi, come Nirmal Purja, ha scelto di scrivere la propria storia tra le cime del mondo.
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