Le Organizzazioni dei Musicisti Nordici Chiedono Maggiore Rispetto per i Diritti degli Artisti nell’Uso dell’Intelligenza Artificiale
Le organizzazioni dei musicisti nordici, inclusa l’Associazione dei Musicisti Islandesi (FÍH), stanno lanciando un appello ai produttori discografici, alle aziende di intelligenza artificiale e alle piattaforme di streaming affinché inizino a negoziare direttamente con gli artisti riguardo all’uso della musica per addestrare i modelli di AI. Questa richiesta nasce da crescenti preoccupazioni riguardo all’uso di vasti cataloghi musicali da parte delle case discografiche, che li hanno consentiti per l’addestramento dell’AI senza il consenso dei musicisti o una giusta compensazione.
Qual è la Situazione?
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni musicali nordiche, l’intelligenza artificiale è stata già addestrata su quasi tutta la musica rilasciata commercialmente. Gli artisti sostengono di non aver mai acconsentito a tale utilizzo nell’ambito dei contratti di registrazione precedenti all’era dell’AI generativa. Inoltre, l’implementazione ritardata di una direttiva digitale dell’UE in Islanda potrebbe comunque consentire ai legislatori di rafforzare i diritti dei musicisti.
Sotto Esame i Contratti
La dichiarazione congiunta è sostenuta da organizzazioni musicali di tutti i paesi nordici, oltre che da sindacati internazionali di artisti e dall’Alleanza degli Artisti Islandesi. Il presidente della FÍH, Gunnar Hrafnsson, ha dichiarato a RÚV che gli accordi di registrazione firmati prima dell’emergere dell’AI generativa non prevedevano l’uso del lavoro degli artisti per l’apprendimento automatico.
Ha aggiunto che alcuni contratti più recenti cercano di concedere alle etichette diritti più ampi sulle registrazioni, ma sostiene che gli accordi più datati non possono essere interpretati ragionevolmente come un’autorizzazione all’addestramento dell’AI. Le organizzazioni quindi chiedono che il futuro utilizzo dell’AI nella musica sia regolato tramite accordi collettivi che garantiscano il consenso degli artisti, la trasparenza, una remunerazione equa e il rispetto dei diritti artistici.
Una Campagna Nordica
Hrafnsson ha spiegato che la campagna nordica è emersa a seguito di discussioni presso una conferenza internazionale ad Atene, dove le organizzazioni di artisti hanno concordato di coordinare la loro risposta legale. Crede che questa iniziativa possa fornire un modello per sforzi simili in altre regioni.
Inoltre, Hrafnsson ha sottolineato che i musicisti non sono contrari all’AI in sé, notando che molti artisti utilizzano già l’intelligenza artificiale in modo creativo. Tuttavia, si domanda perché gli artisti i cui brani sono alla base della musica generata dall’AI non ricevano una quota dei profitti derivanti.
L’Islandia potrebbe ancora avere un’opportunità per rafforzare la protezione dei diritti degli artisti prima di implementare la Direttiva sul Mercato Unico Digitale (DSM) dell’UE. Hrafnsson ha esortato i responsabili politici ad affrontare i diritti dei musicisti durante il processo legislativo, avvertendo che, senza carriere sostenibili per i musicisti, le opere creative su cui l’AI dipende potrebbero diminuire.
Conclusioni
Questo appello delle organizzazioni musicali nordiche evidenzia una questione cruciale riguardo ai diritti degli artisti nell’era digitale. Con l’AI che gioca un ruolo sempre più significativo nella produzione musicale, è essenziale che i diritti dei performers siano protetti attraverso contratti giusti e accordi collettivi. La richiesta di trasparenza, giusta remunerazione e rispetto per i diritti artistici non è solo una questione di equità, ma è fondamentale per la sostenibilità a lungo termine della creatività artistica in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia.
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