Iran e Stati Uniti raggiungono un accordo di pace: Trump dichiara aperto lo Stretto di Hormuz

Accordo di Pace tra Iran e Stati Uniti: Un Nuovo Inizio dopo un Conflitto Prolungato

Dopo oltre 100 giorni di conflitto che hanno causato la perdita di circa 10.000 vite umane e spese ammontanti a 30 miliardi di dollari, l’Iran e gli Stati Uniti hanno finalmente raggiunto un accordo di pace. La notizia è stata annunciata dal Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, nella notte di domenica.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condiviso la notizia su Truth Social poco dopo, dichiarando: “L’Accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Autorizzo ufficialmente l’apertura gratuita dello Stretto di Hormuz e, simultaneamente, autorizzo la rimozione immediata del blocco navale statunitense. Navi del mondo, avviate i vostri motori. Che il petrolio fluisca!”

Trump ha continuato affermando che “questo grande accordo porterà pace e sicurezza all’intera regione”. Ha sottolineato che molti presidenti avevano cercato di stabilire la pace con l’Iran senza successo, ma adesso i leader della regione avevano trovato un presidente in grado di aiutarli a raggiungere una pace reale.

La cerimonia di firma ufficiale dell’accordo, che necessita dell’approvazione del Supremo Leader iraniano, si terrà in Svizzera venerdì. Trump ha affermato che l’accordo “costituirà un muro contro la possibilità che l’Iran ottenga armi nucleari”. Questo annuncio è giunto poche ore prima di un evento UFC alla Casa Bianca per celebrare il suo ottantesimo compleanno.

Pezeshkian, Presidente iraniano, ha però insistito sul fatto che il suo paese “non si piegherà davanti a nessun potere” dopo le proteste di sostenitori dei Guardiani della Rivoluzione contro l’accordo. Ha spiegato che il governo iraniano ha il dovere di sostenere chi difende la nazione, avvertendo che non possono chiedere ai combattenti di mantenere la fermezza ignorando il loro supporto, le strutture e le necessità.

Inoltre, Pezeshkian ha criticato gli attacchi a funzionari impegnati in missioni statali, lamentando che sia “sfortunato” che le persone lavoranti per proteggere gli interessi nazionali e l’onore del paese affrontino accuse di “tradimento”.

Intanto, fonti dei media iraniani hanno riferito della dichiarazione del Pakistan dopo una giornata di attacchi israeliani che avevano messo a rischio le discussioni in corso. Nonostante l’accordo ripristini ampiamente il status quo precedente alla guerra, migliaia di vite sono state perse e l’Iran ha ottenuto una nuova leva nella negoziazione grazie alla sua capacità di influenzare il transito nello stretto.

Questo passaggio è cruciale per importanti spedizioni di petrolio, gas naturale e prodotti correlati come i fertilizzanti, e la sua chiusura ha scosso l’economia globale. Durante le trattative, Trump ha alternato minacce di distruzione delle infrastrutture iraniane e della sua civiltà a elogi per le relazioni con Teheran, definendole più “professionali” mentre la sua amministrazione cercava un’uscita dal conflitto in vista delle elezioni di medio termine.

Il governo iraniano, alle prese con tensioni interne tra i duri, ha dimostrato una certa cautela nei colloqui, dato che i precedenti cicli di negoziazione si erano spesso conclusi con attacchi statunitensi e israeliani. Teheran ha sottolineato che desiderava un accordo incentrato sulla fine della guerra, rimandando a una fase successiva il dibattito sul suo programma nucleare, che è al centro delle tensioni.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60%, un passo breve e tecnico rispetto ai livelli di grado per armi nucleari, che sono del 90%. L’Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare è pacifico e non ha mai pubblicamente accettato di rinunciare all’uranio arricchito, che si presume sia sepolto sotto tre siti nucleari gravemente danneggiati dagli attacchi statunitensi dell’anno scorso.

Il futuro della regione resta incerto, e mentre l’accordo di pace potrebbe rappresentare una svolta, le sfide che attendono entrambe le nazioni rimangono significative.

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