Nel suo libro “Il paese che è diventato troppo ricco”, l’economista Martin Bech Holte analizza le ragioni del declino economico della Norvegia. In occasione della giornata nazionale del paese, Holte ha condiviso con DN, nella serie “Specialisten”, qualche riflessione su perché gli svedesi stiano ottenendo maggiori successi al giorno d’oggi.
La Norvegia è da sempre considerata una nazione benestante, grazie alle sue ingenti risorse naturali, in primis il petrolio. Tuttavia, Holte evidenzia come questo benessere possa aver generato una certa staticità. Il paesaggio economico cambia rapidamente e le sfide odierne richiedono un adattamento costante e innovazione. In particolare, l’eccessiva dipendenza dalle risorse naturali ha reso difficile per il paese diversificare la propria economia e affrontare le sfide che ne derivano.
Uno degli aspetti che emergono dal lavoro di Holte è la mancanza di una cultura dell’innovazione. Mentre gli svedesi hanno investito in tecnologia, start-up e ricerca, i norvegesi hanno, secondo l’autore, mostrato una certa riluttanza a rischiare e a sperimentare. Questo ha portato a una stagnazione in alcuni settori e a una frustrazione crescente tra i giovani professionisti che cercano opportunità in un mercato del lavoro dinamico.
Holte confronta la situazione norvegese con quella svedese, evidenziando come gli svedesi abbiano saputo sfruttare i settori emergenti, dall’industria tecnologica alla sostenibilità, mentre la Norvegia si è lentamente adattata. Ad esempio, aziende come Spotify e Klarna hanno posto la Svezia sulla mappa come centro di innovazione, attirando talenti e capitali esteri. In contrapposizione, la Norvegia ha visto un’emigrazione di talenti verso altri paesi, dove le opportunità di crescita sembrano più allettanti.
Inoltre, Holte sottolinea l’importanza dell’educazione e della specializzazione. Gli svedesi hanno un sistema educativo che incoraggia la creatività e il pensiero critico, preparando così le nuove generazioni ad affrontare le sfide del futuro. Gli sforzi svedesi per promuovere la formazione continua e il lifelong learning hanno creato una forza lavoro flessibile e pronta ad adattarsi ai cambiamenti.
Un altro punto sollevato nel libro è l’approccio norvegese al welfare state. Sebbene il sistema di welfare della Norvegia sia considerato uno dei migliori al mondo, Holte avverte che potrebbe diventare una trappola per l’innovazione. La sicurezza economica fornita dal welfare può scoraggiare l’imprenditorialità e la propensione al rischio, elementi necessari per stimolare la crescita economica.
La combinazione di questi fattori ha portato a un crescente divario tra Norvegia e Svezia in termini di innovazione e sviluppo economico. Holte suggerisce che la Norvegia deve riconoscere queste sfide e trovare modi per adattarsi al nuovo panorama globale. L’investimento in ricerca e sviluppo, la promozione delle start-up e la creazione di un ambiente favorevole all’innovazione sono passi cruciali per invertire questa tendenza.
La giornata nazionale norvegese rappresenta un momento opportuno per riflettere su questi temi. Mentre il paese celebra il suo passato e i suoi successi, è fondamentale guardare al futuro con una nuova prospettiva. La Norvegia ha ancora molte opportunità per risollevarsi e affrontare le sfide moderne, ma è necessaria una volontà collettiva di cambiamento, una rinnovata apertura verso l’innovazione e una maggiore flessibilità economica.
In conclusione, il messaggio di Holte è chiaro: la Norvegia deve evolversi per non restare indietro. La capacità di adattarsi, innovare e affrontare le sfide del futuro sarà determinante per il suo successo economico. Con il giusto approccio, la Norvegia può non solo preservare il proprio benessere, ma anche garantire un futuro prospero per le prossime generazioni. Celebrando i propri successi, è fondamentale che il paese si impegni a risolvere le problematiche attuali e a investire nella crescita e nell’innovazione, per un domani migliore.
#leggoscandinavia


