Il Capitano di un Petroliere Indiano Prega l’Iran: “Lasciatemi Tornare Indietro” nello Stretto di Hormuz
In un drammatico scambio radiofonico, il capitano di un petroliere indiano ha implorato la Marina iraniana di cessare il fuoco, dopo che la sua nave è stata colpita mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, una delle vie marittime più cruciali al mondo.
La nave, il Sanmar Herald, è stata oggetto di attacchi da parte delle forze iraniane, spingendo il capitano a contattare il comando navale con frasi disperate. “Questa è la motonave Sanmar Herald,” ha dichiarato il capitano. “Mi avete dato il permesso di partire. Sono secondo nella vostra lista. State sparando adesso. Lasciatemi tornare indietro.”
Il petroliere ha tentato di lasciare il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz, ma ha infine dovuto invertire la rotta e fuggire. Le autorità iraniane hanno avvertito che “nessuna nave, di alcun tipo, dovrebbe lasciare il suo ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mare di Oman”.
Questi avvertimenti fanno parte di una strategia che l’Iran ha messo in atto, sottolineando il fatto che ogni tentativo di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz sarà considerato come una cooperazione con il nemico, e la nave offenderà sarà presa di mira. Questa dichiarazione giunge in un momento in cui l’Iran ha recentemente annunciato che la principale via di navigazione sarebbe stata “completamente aperta” per tutta la durata dell’attuale accordo di cessate il fuoco.
Tuttavia, la situazione si è rapidamente deteriorata, con l’Iran che ha chiuso nuovamente il canale marittimo come rappresaglia, dopo che gli Stati Uniti hanno intensificato il loro blocco sui porti iraniani. Il comando militare congiunto iraniano ha affermato che “il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato allo stato precedente… sotto una gestione rigorosa delle forze armate”. Ha avvertito che continuerà a bloccare i transiti finché il blocco degli Stati Uniti rimarrà in vigore.
Per l’Iran, la chiusura dello Stretto, imposta dopo l’inizio delle ostilità il 28 febbraio durante i colloqui sul programma nucleare di Teheran, rappresenta uno dei suoi strumenti più potenti, in grado di minacciare l’economia globale e infliggere un danno politico al Presidente statunitense Donald Trump.
La tensione è aumentata ulteriormente dopo che il presidente statunitense ha detto che la NATO può “tenersi lontana” dal Medio Oriente “a meno che non voglia caricare le proprie navi di petrolio”. I Paesi della NATO hanno rifiutato le ripetute richieste di Trump di aiutarlo a forzare l’apertura del percorso marittimo, che l’Iran ha effettivamente chiuso in seguito all’attacco statunitense e israeliano.
La reazione del mercato è stata immediata, con il prezzo del petrolio Brent che è sceso di oltre il 10%, arrivando poco sopra i 89 dollari al barile. Anche le borse europee hanno registrato un rialzo, con il FTSE 100 che è aumentato dello 0,6%, il DAX tedesco in crescita del 2% e il CAC 40 francese che è salito dell’1,7%.
Attualmente, gli Stati Uniti e l’Iran si trovano nel mezzo di una fragile tregua, in vigore fino al 22 aprile, mentre anche Israele e Libano hanno avviato un cessate il fuoco di dieci giorni.
Questi eventi mettono in evidenza la delicatezza della situazione geopolitica nella regione, così come l’importanza cruciale dello Stretto di Hormuz, che rappresenta circa il 20% del traffico marittimo globale di petrolio. La comunità internazionale osserva attentamente questi sviluppi, preoccupata per le possibili conseguenze economiche e politiche di una escalation delle tensioni.
In un mondo sempre più interconnesso, la stabilità della navigazione nello Stretto di Hormuz non è solo fondamentale per l’Iran e gli Stati Uniti, ma ha ripercussioni globali che possono influenzare prezzi, forniture e relazioni internazionali a lungo termine.
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