La Situazione dello Stretto di Hormuz: Tra Apertura e Controllo
La sorte dello Stretto di Hormuz, un punto critico per il commercio marittimo mondiale, è attualmente incerta. Mentre gli Stati Uniti affermano che il passaggio è aperto grazie a un accordo di cessate il fuoco, l’Iran sembra avere una visione completamente diversa.
Dichiarazioni Contrastanti
Ieri, il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha informato i giornalisti che lo Stretto di Hormuz era stato riaperto. Ha dichiarato: “È tempo che il resto del mondo si faccia avanti per garantire che rimanga aperto, dopo che il Presidente Trump e il Dipartimento della Difesa hanno portato l’Iran al punto in cui lo stanno riaprendo volontariamente, come annunciato ieri sera”. Tuttavia, a poche ore dalle sue dichiarazioni, diversi rapporti provenienti dal Golfo hanno evidenziato che diverse imbarcazioni ricevevano messaggi dalla marina iraniana in cui si affermava che lo Stretto era ancora chiuso. Il messaggio avvertiva: “Qualsiasi nave che tenta di attraversare il mare verrà presa di mira e distrutta”.
Come Controlla l’Iran lo Stretto di Hormuz?
L’Iran ha diversi strumenti e strategie per controllare questo stretto vitale, che si estende per circa 60 miglia nella parte orientale del Golfo Persico ed è al centro delle tensioni regionali da decenni. La parte più angusta dello Stretto misura appena 24 miglia, il che consente all’Iran di colpire le navi di passaggio senza lanciare missili da una nave. Possono invece utilizzare missili anti-nave dalla loro costa.
Oltre alla geografia che permette all’Iran di esercitare il controllo sullo stretto, esso fa uso di metodi bellici unici. Nel corso degli anni, l’Iran ha minato gli acquitrini e utilizzato droni a basso costo per attaccare le navi non autorizzate a passare. Le Nazioni Unite consentono ai paesi di esercitare il controllo sulle loro acque territoriali fino a 13,8 miglia dalle loro coste, e alcune porzioni dello Stretto si trovano completamente nelle acque territoriali dell’Iran e dell’Oman, permettendo loro di “difendere” i propri confini se necessario.
Lo Stretto di Hormuz è Aperto?
La risposta a questa domanda dipende da chi si interpella. Il Dr. Bamo Nouri, docente senior di Relazioni Internazionali all’Università del West London, ha spiegato che la situazione nello Stretto è contraddittoria, ma entrambe le posizioni possono essere vere contemporaneamente. “È tecnicamente ‘aperto’, ma non opera liberamente. Gli Stati Uniti lo presentano come aperto per rassicurare i mercati, mentre l’Iran controlla effettivamente l’accesso, consentendo il passaggio ma a determinate condizioni, con monitoraggio e minacce implicite contro le navi non conformi”, ha affermato.
Secondo Nouri, “questo significa che il commercio marittimo può continuare, ma con rischi elevati, traffico ridotto e costi in aumento. In pratica, l’Iran non ha bisogno di chiudere completamente lo stretto per esercitare la sua leva. Rendendolo incerto, condizionale e potenzialmente costoso, può comunque interrompere i flussi energetici globali e segnalare il suo potere strategico, il che spiega perché i mercati rimangono tesi nonostante il cessate il fuoco”.
L’Impatto dell’Accordo di Cessate il Fuoco
Quando Iran, Israele e Stati Uniti hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane, una delle condizioni stabilite da tutte le parti era l’apertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Tuttavia, sembra che vi siano definizioni differenti di cosa questo significhi realmente. Le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno rilasciato le coordinate di dove affermano di aver piazzato esplosivi sottomarini nello Stretto di Hormuz, mentre Teheran sostiene che la mappa fornisce un corridoio sicuro per le navi cisterna, visto che normalmente circa il 20% del petrolio mondiale passa di qui quotidianamente.
Donald Trump ha dichiarato che il passaggio era ufficialmente aperto, ma poco dopo, solo due petroliere erano riuscite a attraversarlo prima che fosse di nuovo chiuso. Anche se il cessate il fuoco richiede la riapertura libera dello Stretto di Hormuz, rapporti recenti suggeriscono che l’Iran desideri imporre un pedaggio fino a 1 milione di dollari su ogni nave.
In conclusione, la situazione nello Stretto di Hormuz rimane complessa e intrisa di incertezze, evidenziando come i recenti sviluppi geopolitici possano avere ripercussioni significative sul commercio energetico globale.
#leggoscandinavia


