Chi sono gli Houthi? I ribelli yemeniti coinvolti nella guerra contro gli Stati Uniti in Medio Oriente.

I ribelli Houthi lanciano attacco contro Israele: una nuova fase nel conflitto mediorientale

I ribelli Houthi dello Yemen hanno confermato di aver lanciato missili contro Israele, segnando un’importante escalation nel conflitto che coinvolge la regione. Questo attacco rappresenta la prima partecipazione attiva del gruppo nel conflitto che ha preso piede un mese fa, dando seguito all’Operazione Epic Fury da parte di Stati Uniti e Israele.

I primi colpi sono stati scagliati in un momento in cui la tensione tra le varie fazioni del Medio Oriente è ai massimi storici, e i ribelli Houthi hanno riferito di essere pronti a continuare le operazioni fino a quando l’“aggressione” non sarà fermata su tutti i fronti. Il portavoce militare degli Houthi ha inoltre avvertito che il gruppo è disposto a sostenere l’Iran, il quale ha subito attacchi mirati da parte delle forze alleate.

Chi sono i ribelli Houthi?

Il movimento Houthi è un gruppo politico e militare che segue una corrente minoritaria dell’Islam, chiamata Zaydismo, prendendo il nome da un’antica tribù araba del nord dello Yemen. La loro ascesa al potere è avvenuta nel 2014, quando hanno assunto il controllo della capitale yemenita, Sana’a, dando inizio a uno dei conflitti civili più sanguinosi della nostra era. La guerra ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile, causando oltre 150.000 morti e portando il paese a una crisi umanitaria di proporzioni catastrofiche.

L’attuale governo yemenita, riconosciuto dalla maggior parte dei paesi, inclusa la Gran Bretagna, è sostenuto da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che ha fornito armi e supporto militare. Entrambi i lati del conflitto sono stati accusati di aver compiuto crimini di guerra e atrocità contro i civili, causando una delle peggiori crisi umanitarie a livello globale.

Gli Houthi e il loro coinvolgimento nei conflitti

Questa non è la prima volta che gli Houthi si inseriscono in un conflitto nella regione. Due anni fa, hanno lanciato numerosi attacchi con droni e missili contro navi commerciali, sostenendo di colpire le navi israeliane in sostegno del popolo palestinese. Hanno accusato l’Occidente di “aggressione sfacciata” e, dopo una serie di bombardamenti, hanno promesso di rispondere con “punizioni o ritorsioni”.

Il loro obiettivo dichiarato è quello di “prevenire le navi israeliane di navigare nei mari arabico e rosso”, anche se nella realtà le loro azioni hanno colpito principalmente navi di commercio internazionale, molte delle quali non avevano alcun legame con Israele.

Un episodio significativo è stato il dirottamento di una nave che gli Houthi sostenevano appartenere a Israele, rivelatosi invece essere una nave britannica di proprietà di un’impresa giapponese e con un equipaggio internazionale. Recentemente, un portavoce degli Houthi ha affermato che qualsiasi nave diretta verso Israele è considerata un “obiettivo legittimo”.

Chi sostiene gli Houthi?

Gli Houthi ricevono supporto dall’Iran, che ha intensificato l’assistenza al gruppo sin dal 2014, quando è scoppiata la guerra civile. Il governo teocratico iraniano segue il ramo sciita dell’Islam, di cui il Zaydismo rappresenta una delle correnti. L’Iran ha fornito ai ribelli addestramento e un assortimento di armi sofisticate, con l’aiuto presunto del gruppo terroristico libanese Hezbollah.

L’Occidente ha accusato l’Iran di essere direttamente coinvolto negli attacchi nel Mar Rosso e di aver dato ordini agli Houthi e ad altri gruppi militari del Medio Oriente per colpire Israele. Tuttavia, l’Iran ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento diretto nelle aggressioni.

Il Panel di Esperti dell’ONU sullo Yemen ha confermato in passato che l’Iran non ha adottato misure necessarie per prevenire la fornitura di missili balistici ai ribelli Houthi, che sono stati utilizzati per colpire navi di commercio.

Conclusione

L’involuzione degli Houthi nel conflitto contro Israele segna una nuova fase in un conflitto già complesso e pericoloso per la stabilità della regione. Gli effetti di tale escalation potrebbero avere ripercussioni su scala globale e richiedere una risposta internazionale ponderata per prevenire una guerra su vasta scala. Rimane da vedere come si articolerà la prossima fase del conflitto e quali alleanze potranno emergere nel panorama geopolitico del Medio Oriente.

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