Scoperti 13 scheletri seduti in un antico sito di sepoltura a Digione
Archeologi francesi hanno fatto un’importante scoperta in un antico cimitero situato nel giardino dell’ex convento dei Cordeliers a Digione, Francia. Nel corso degli scavi, sono stati rinvenuti 13 scheletri sistemati in posizione eretta, risalenti all’età del ferro, tra il 400 a.C. e il 100 a.C.
Questi scheletri sono stati trovati all’interno di 13 fosse funerarie circolari, ciascuna di circa un metro di diametro, disposte in una linea retta che si estende per 25 metri da nord a sud. La configurazione dei sepoltura non solo è unica ma è anche indice di una cultura funeraria strutturata e complessa.
In aggiunta a questa scoperta sconcertante, gli archeologi hanno anche identificato una necropoli gallo-romana risalente al I secolo d.C., che contiene i resti di circa 20 neonati. Questi piccoli sono ritenuti deceduti prima di raggiungere il primo anno di vita, sollevando interrogativi sui tassi di mortalità infantile e le pratiche funerarie dell’epoca.
Durante l’analisi dei 13 scheletri seduti, è emerso che tutti erano maschi, di età compresa tra i 40 e i 60 anni e alti tra i 1,62 e i 1,82 metri. Nonostante il tempo trascorso, molti resti si sono preservati bene, e i primi studi indicano che questi uomini avessero una buona salute, aspetto dimostrato dalla loro attività fisica e dai denti robusti.
Tuttavia, ciò che ha sollevato maggiore preoccupazione tra i ricercatori è la presenza di segni di violenza su diversi scheletri. Cinque o sei di questi presentano ferite non rimarginate, tra cui tagli sull’osso dell’avambraccio, suggerendo che potessero essere stati uccisi intenzionalmente. Un individuo in particolare sembra essere morto dopo aver ricevuto due colpi alla testa causati da un’arma affilata.
Le modalità di sepoltura erano coerenti: gli scheletri erano collocati seduti alla base della fossa, con la schiena appoggiata alla parete orientale e volti a ovest. Le braccia erano disposte lungo i lati del corpo, con le mani vicino al bacino o alle cosce, e le gambe piegate in modo stretto. Questa precisa organizzazione suggerisce una tradizione rituale ben definita, che merita ulteriori studi.
A parte un bracciale di pietra nera risalente al periodo compreso tra il 300 e il 200 a.C., non sono stati rinvenuti oggetti personali. Questo dato è significativo e secondo gli esperti contribuisce a un’evidenza crescente di un insediamento gallico strutturato nella zona ancor prima dell’era romana. La scoperta avvenuta in Rue Turgot è considerata particolarmente rilevante, sia per il numero di sepolture rinvenute che per le condizioni in cui sono state scoperte.
Con ulteriori analisi, si prevede di ottenere informazioni più approfondite sulle vite e le morti di coloro che sono stati sepolti in questo sito. La ricerca archeologica continua a svelare i misteri di culture passate, illuminando le complesse dinamiche sociali, sanitarie e rituali di comunità antiche, contribuendo significativamente alla nostra comprensione della storia e dell’evoluzione dell’umanità.
Questa scoperta non solo arricchisce il patrimonio storico della Francia ma offre anche uno spaccato affascinante delle pratiche funerarie e delle condizioni di vita dell’epoca. A seguito di queste ricerche, gli archeologi sperano di poter ricostruire i legami culturali e sociali dei galli e comprendere in modo più ampio come vivevano, comunicavano e affrontavano la vita e la morte. La continua esplorazione di questi siti porterà senza dubbio a nuove e sorprendenti scoperte nel futuro.
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