L’Impatto della Crisi Iraniana su Dubai: Un Fantasma di Città
Dubai, nota per le sue mega-mansioni, i resort lussuosi e i ristoranti stellati Michelin, sta attraversando una fase di profonda crisi. Negli ultimi due settimane, a seguito degli attacchi letali degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, l’immagine curata della città si è notevolmente deteriorata. La metropoli degli Emirati Arabi Uniti si è trasformata in una sorta di “città fantasma”, con il Golfo che subisce il peso di due terzi degli attacchi provenienti dall’Iran.
Le spiagge di Jumeirah, normalmente affollate, ora mostrano bar sulla spiaggia vuoti, lettini inutilizzati e piscine deserte. Anche boutique di alta moda come Gucci hanno chiuso i battenti. Vari luoghi turistici, tra cui i parchi divertimenti Dubai Parks and Resorts, Global Village e la ruota panoramica Ain Dubai, hanno temporaneamente interrotto le loro attività.
Gli hotel, dal canto loro, stanno abbassando i prezzi delle stanze nella speranza di attrarre turisti spaventati. Un residente ha dichiarato al Daily Mail: “Di solito, di venerdì, il traffico sarebbe congestionato e i ristoranti e i negozi brulicanti di vita, ma ora è tutto deserto”. Alcuni grandi hotel hanno comunicato al personale che devono prendere ferie pagate a causa della scarsità di ospiti. “E se non hanno più ferie a disposizione, dovranno vivere di niente?”, si è chiesto.
Fino ad ora, migliaia di residenti e turisti hanno abbandonato Dubai, una città in cui nove persone su dieci sono straniere. Tuttavia, non tutti possono prendere il volo: dati di Cirium, una società di analisi del settore viaggi, mostrano che quasi la metà dei voli in partenza dal Medio Oriente è stata cancellata martedì, per un totale di 228 voli.
Le spiagge, normalmente affollate da turisti, sono ora desolate a causa dei timori di attacchi. Alcuni negozi, tra cui Apple e Gucci, hanno chiuso temporaneamente come misura precauzionale. Le conseguenze finanziarie per Dubai potrebbero rivelarsi pesanti, dato che la città dipende in gran parte dal turismo, ma i lavoratori migranti, spesso legati ai loro posti a causa delle regole sui visti, potrebbero sentire il colpo maggiormente.
Un gestore di un caffè originario del Pakistan ha espresso preoccupazione per il futuro: “Oggi inizia la pausa primaverile per i bambini, e non si vede un western child in giro; i loro genitori li hanno portati a casa”. Gli attacchi iraniani hanno già causato incendi in hotel a cinque stelle, frantumato finestre di appartamenti di lusso e danneggiato il centro finanziario della città.
Fino ad ora, quattro persone – Murib Zaman, Saleh Ahmed, Dibas Shrestha e un autista pakistano – sono state uccise a causa degli attacchi. Molti viaggiatori si chiedono se sia sicuro recarsi a Dubai, mentre gli influencer pubblicano contenuti come “Keep Calm and Carry On”. Secondo esperti, ciò avviene anche perché rischiano di affrontare conseguenze legali se postano contenuti che contraddicono le narrazioni “ufficiali” del conflitto.
Una nuova tendenza sui social media si è diffusa tra gli influencer di Dubai. Alcuni li accusano di essere pagati per proteggere l’immagine del paese come “il più sicuro del mondo”. Tuttavia, molti influencer negano tali affermazioni, sostenendo che si tratta semplicemente di “lealtà”.
Nick Rowles-Davies, un avvocato internazionale con sede a Dubai e CEO della piattaforma di finanziamento delle controversie Lexolent, ha dichiarato: “Gli Emirati Arabi Uniti hanno una storia di persecuzione di casi di disinformazione, anche durante periodi delicati come l’emergenza Covid-19. L’applicazione della legge non è teorica; le autorità hanno costantemente chiarito che diffondere contenuti non verificati può creare responsabilità legali, specie se genera paura o disordine”.
Un turista britannico è stato accusato in base alle leggi sui crimini informatici per un presunto video che mostrava attacchi missilistici. Dubai, classificata tra le prime dieci destinazioni al mondo, ha accolto nel 2022 19,59 milioni di turisti.
La situazione attuale rappresenta una sfida significativa per la città e i suoi abitanti, mentre l’industria del turismo cerca di resistere a queste avversità.
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