Base delle forze speciali colpita da uno sciame di droni, cresce il timore che Putin stia aiutando l’Iran

Attacco con Droni a Erbil: Una Nuova Minaccia nel Medio Oriente

Nella notte di mercoledì 11 marzo 2026, una base delle Forze Speciali a Erbil, capitale della regione del Kurdistan iracheno, ha subito un attacco aereo tramite droni, con feriti tra i soldati americani. Le chiacchiere corrono su una possibile connessione tra la Russia di Vladimir Putin e le tattiche iraniane.

Secondo il Brigadiere Guy Foden, comandante della sede unificata permanente del Regno Unito, «abbiamo personale a Erbil che attualmente sta contribuendo alla difesa della base». Foden ha aggiunto che i militari britannici sono stati in grado di abbattere due droni nonostante diversi UAV siano riusciti a colpire il campo. Sebbene i soldati americani abbiano riportato ferite, non ci sono state perdite tra le truppe britanniche, come riportato dal quotidiano The Sun.

Il Generale di Corpo d’Armata Nick Perry, comandante delle operazioni globali nel Regno Unito, ha confermato che le ferite riportate dai soldati americani non sono state letali. Ha informato il Segretario alla Difesa, John Healey, durante un briefing, dichiarando: «Tutti i nostri uomini sono al sicuro, toccando legno, ma gli americani hanno subito alcune ferite, nulla di grave».

Queste dichiarazioni giungono in un momento in cui Healey ha accennato a «mani nascoste» di Putin che potrebbero essere dietro alcune delle tattiche iraniane in Medio Oriente. Durante una visita alla sede militare di Northwood, Healey è stato informato sugli sviluppi delle operazioni britanniche nella regione. Il suo interlocutore, il Generale di Corpo d’Armata Nick Perry, ha confermato l’esistenza di segni che suggeriscono un legame tra Russia e Iran, in particolare per quanto riguarda l’uso dei droni da parte dell’Iran, appreso dai russi.

Interrogato sulla natura di questi collegamenti, Healey ha precisato che il Regno Unito sta attualmente analizzando il drone che ha colpito un hangar a Akrotiri per evidenziare eventualmente componenti russi o di altri paesi esteri. Ha sottolineato che non sorprende credere che «la mano nascosta di Putin» sia implicata nelle tattiche iraniane, poiché un leader mondiale che ne trae vantaggio grazie ai prezzi elevati del petrolio è proprio Putin. Ciò gli consente di ottenere nuove fonti di finanziamento per la sua guerra brutale in Ucraina.

Il Brigadiere Foden ha affermato che nell’ultima notte le forze britanniche hanno effettuato missioni di pattuglia aerea di combattimento sopra Giordania e Emirati Arabi Uniti, oltre a diverse sortite sopra il Qatar. Anche a Cipro, i jet britannici continuano a volare in difesa con alleati europei.

Dopo gli attacchi statunitensi e israeliani, l’Iran ha avvertito le navi di non attraversare lo Stretto di Hormuz, causando un aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio nel corso della settimana. Rispondendo a una domanda su un possibile intervento della Gran Bretagna nella pattuglia degli stretti, Healey ha dichiarato: «Siamo ancora nelle fasi iniziali. I rapporti sull’Iran che mina gli stretti si stanno stabilizzando, così come il numero di navi commerciali attaccate».

Secondo Healey, è fondamentale riconoscere l’enorme impatto potenziale di questa situazione sui prezzi del petrolio e sul costo della vita in tutto il mondo. Ha quindi esortato la comunità internazionale a cercare una risoluzione al conflitto, nonostante misure come il rilascio record di riserve di petrolio non risolvano il problema radicalmente.

In un contesto di crescente tensione, il nuovo Leader Supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha promesso vendetta per la sua famiglia sterminata in attacchi statunitensi e israeliani. In un messaggio pubblico ha affermato: «Non ci tireremo indietro nel vendicare il sangue dei vostri martiri». Ha avvertito che colpirà inevitabilmente le basi militari nei paesi vicini, sostenendo che l’America ha ingannato affermando di stabilire la sicurezza nella regione.

Il messaggio di vendetta di Khamenei, diffuso dalla televisione statale iraniana, rispecchia un clima di crescente aggressività e determinazione nel mantenere l’influenza regionale da parte dell’Iran. La situazione resta delicata, con possibili ripercussioni a catena su scala globale.

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