La Guardia Costiera Svedese Abborda la Caffa: Preoccupazioni sul “Fleets Ombro” Russo
Un cargo ritenuto parte della “flotta ombra” russa è stato abbordato nel Mar Baltico. Durante una conferenza stampa, la Guardia Costiera Svedese ha annunciato che il equipaggio della Caffa è principalmente di origine russa e la nave figura nella lista delle sanzioni dell’Ucraina.
La Caffa, secondo quanto riferito, navigava con una bandiera falsa quando le autorità svedesi l’hanno abbordata nelle acque territoriali svedesi venerdì scorso per procedere a ispezioni e interviste. La nave era registrata sotto una bandiera della Guinea. Le autorità esprimono preoccupazioni riguardo alla sicurezza della nave e una persona è attualmente oggetto di indagine penale. Ulteriori dettagli sulla Caffa e il suo equipaggio non sono stati immediatamente resi disponibili.
Lo scorso anno, la Svezia aveva annunciato l’intenzione di intensificare i controlli sulle assicurazioni delle navi straniere, in un tentativo di rafforzare le misure contro quella che è stata definita la “flotta ombra” della Russia, composta da navi obsolete utilizzate per trasportare petrolio e gas, oltre a grano rubato dall’Ucraina.
Investigações in Corso
Un elicottero ha atterrato sulla Caffa per avviare le indagini. La età media delle navi coinvolte nella “flotta ombra” si aggira intorno ai 18 anni, un’età che le avvicina al termine della loro vita operativa e le rende più vulnerabili a incidenti, specialmente se non sono manutenute adeguatamente.
Il governo di Stoccolma ha incaricato la Guardia Costiera e l’Amministrazione Marittima Svedese di raccogliere informazioni sulle assicurazioni non solo per le navi che attraccano nei porti svedesi, ma anche per quelle che attraversano le acque territoriali e la zona economica esclusiva del paese. Le autorità non hanno specificato se ritengano che la Caffa faccia parte della flotta ombra.
Cosa S’intende per “Flotta Ombra”?
La flotta ombra è composta da petroliere obsolete, spesso acquistate usate da entità non trasparenti che operano in paesi non soggetti a sanzioni, come gli Emirati Arabi Uniti o le Isole Marshall, e registrate in luoghi come il Gabon o le Isole Cook. Alcune di queste navi sono di proprietà della compagnia di navigazione statale russa Sovcomflot, il cui compito è assistere gli esportatori di petrolio russi a eludere il prezzo massimo di 60 dollari al barile imposto dagli alleati dell’Ucraina.
Le stime variano, ma S&P Global e l’Istituto di Economia di Kyiv hanno calcolato che ci siano oltre 400 navi capaci di trasportare petrolio o prodotti raffinati come il gasolio e la benzina. La flotta ombra, in realtà, non è così “ombra” come potrebbe sembrare. Le navi non occultano le loro soste ai terminal petroliferi russi e alcune hanno collegamenti diretti con la Russia, come nel caso delle navi di Sovcomflot.
In altri casi, non è chiaro chi siano realmente i proprietari elencati e quali pratiche di sicurezza e assicurazione siano adottate a bordo delle navi. Ciò che le distingue è la loro funzione di trasportare petrolio russo e operare al di fuori delle giurisdizioni dei paesi del G7 che hanno imposto sanzioni.
Fino ad ora, il Cremlino ha evitato di commentare riguardo alla flotta ombra, lasciando spazio a speculazioni e preoccupazioni sul ruolo di queste navi nella geopolitica attuale.
In sintesi, l’abbordaggio della Caffa da parte della Guardia Costiera Svedese rappresenta un passo significativo nel monitoraggio delle attività marittime sospette legate alla Russia. Le autorità svedesi stanno sviluppando una strategia per controllare l’ingresso di navi potenzialmente collegate a violazioni delle sanzioni, mentre il contesto internazionale continua a evolvere in risposta alle tensioni in corso.
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