L’Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sul Lavoro Solleva Preoccupazioni per la Sicurezza dei Dati
L’adozione rapida dell’intelligenza artificiale (AI) nei luoghi di lavoro sta creando un crescente rischio di esposizione delle informazioni sensibili, secondo un esperto islandese di cybersecurity. I dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, stanno sempre più facendo affidamento sugli strumenti di AI per assisterli nel loro lavoro, spesso senza comprendere appieno cosa accade alle informazioni caricate. Questo potrebbe comportare che dati riservati, commercialmente preziosi o persino di rilevanza nazionale possano uscire da ambienti sicuri e diventare accessibili a fornitori di AI di terze parti.
L’Andamento dell’Utilizzo dell’AI
L’uso dell’AI nei luoghi di lavoro sta crescendo a un ritmo vertiginoso, con esperti che stimano che circa i due terzi dei dipendenti utilizzino strumenti di intelligenza artificiale in qualche forma. Gli studiosi di sicurezza informatica avvertono che il personale può, senza volerlo, caricare informazioni sensibili su piattaforme di AI esterne. Questa pratica, nota come “shadow AI”, avviene quando i dipendenti utilizzano account personali anziché i sistemi aziendali approvati, e sta diventando una preoccupazione diffusa.
In Islanda, i truffatori stanno utilizzando sempre più AI per realizzare truffe.
I Rischi del “Shadow AI”
Ýmir Vigfússon, dottore in informatica e Chief Technology Officer di Keystrike, ha dichiarato che molti lavoratori non sono consapevoli del fatto che le informazioni inserite in sistemi di AI possono essere memorizzate e utilizzate oltre il loro scopo originale. “Una volta che i dati sono stati inseriti in un’applicazione AI, il pericolo inizia”, ha affermato.
Ýmir ha osservato che molte persone interagiscono con l’AI senza neanche rendersi conto, citando i motori di ricerca che sempre più generano risposte attraverso strumenti di intelligenza artificiale. I documenti caricati su piattaforme di AI possono essere conservati dalle aziende tecnologiche e potenzialmente utilizzati per migliorare i modelli futuri. Ha avvertito che le informazioni destinate a rimanere confidenziali potrebbero apparire in contesti inaspettati, creando quello che equivale a una fuga di dati.
Microsoft stima che circa il 75% dei dipendenti utilizzi l’AI al lavoro, mentre il 78% accede a strumenti di AI attraverso account personali anziché gestiti dal datore di lavoro, secondo quanto riportato da Ýmir. Questo utilizzo di piattaforme non autorizzate è comunemente definito shadow AI.
La Sicurezza Fatica a Tenere il Passo
Mentre l’adozione dell’AI continua ad accelerare, Ýmir sostiene che le misure di sicurezza e i quadri di governance stanno rimanendo indietro. “I dipendenti non smetteranno di utilizzare l’AI,” ha detto. “Dobbiamo semplicemente trovare modi per garantire che venga utilizzata in modo sicuro.”
Ha anche avvertito che i criminali stanno sfruttando sempre più le tecnologie AI per truffe, attacchi informatici e altri scopi malevoli. Anziché tentare di fermare lo sviluppo dell’AI, ha affermato che le organizzazioni devono concentrarsi su un uso responsabile della tecnologia, proteggendo al contempo le informazioni sensibili.
Interrogato se l’AI possieda una bussola morale, Ýmir si è mostrato scettico. “L’AI può fingere di avere principi morali imitando il materiale su cui è stata addestrata, ma è una maschera molto sottile”, ha affermato.
L’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro solleva domande significative sulla sicurezza e sulla responsabilità. È essenziale che le aziende sviluppino pratiche sicure per proteggere i dati sensibili e terranno pronte soluzioni innovative per affrontare le sfide emergenti legate alla cybersecurity.
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