Ghana approva una legge restrittiva contro l’omosessualitÃ
Il Ghana si è recentemente unito a un numero crescente di paesi che hanno introdotto leggi restrittive nei confronti della comunità LGBTQ+. Il governo, guidato dal presidente John Dramani Mahama, ha approvato un disegno di legge che prevede pene fino a 10 anni di carcere per chi promuove attività legate all’«LGBTQ». Inoltre, la nuova legge reintroduce una pena di tre anni per chiunque venga ritenuto colpevole di relazioni tra persone dello stesso sesso.
Questa legge, che entra in vigore dopo un forte sostegno da parte di gruppi religiosi e attivisti, rappresenta una significativa regressione rispetto ai diritti umani nel paese. Il disegno di legge non solo riguarda persone che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali o transgender, ma potrebbe anche incoraggiare la discriminazione e la violenza contro di loro. Le voci critiche, come quella di Caleb Ahinakwah, giornalista locale, avvertono che le esenzioni per giornalisti, avvocati e professionisti della salute non mitigano il rischio che i cittadini possano sentirsi autorizzati a perseguitare e attaccare chiunque venga percepito come appartenente alla comunità LGBTQ+.
Rischi concreti per la comunità gay
Human Rights Watch ha espresso preoccupazione per le conseguenze per la vita delle persone gay in Ghana, sottolineando che la legge potrebbe incentivare i cittadini a spiare e denunciare gli altri. Nonostante i tentativi di giustificare il provvedimento con il termine di «valori familiari e norme culturali», molti attivisti di diritti umani affermano che le motivazioni sottostanti siano discriminatorie e incoraggino un clima di paura.
Il Ghana non è l’unico paese ad aver criminalizzato l’omosessualità di recente. Anche l’Uganda ha adottato nel 2023 una legge simile, la quale prevede pene fino a 10 anni di carcere per l’identificazione come LGBTQ+. Questa legge preclude la possibilità per i membri della comunità di vivere in modo aperto e sicuro, alimentando un ambiente di violenza e discriminazione già esistente.
La legge ugandese del 2023 ha ripristinato la pena dell’ergastolo per le condotte omosessuali, con pene che raggiungono i 10 anni per i tentativi di condotta omosessuale. Le violazioni possono portare a sanzioni severe, tra cui l’ergastolo per atti di omosessualità aggravata, che comprende rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso quando uno dei partner è HIV positivo o quando sono coinvolti minori di 18 anni.
Attivismo e repressione dei diritti
La legge ugandese introduce anche nuovi reati che minacciano ulteriormente l’attivismo a favore dei diritti LGBTQ+. Chiunque sostenga i diritti delle persone LGBTQ+ o finanzia organizzazioni che si occupano di tali diritti potrebbe affrontare pene fino a 20 anni di carcere. Inoltre, chi non riporta alle autorità le persone sospettate di pratiche omosessuali rischia fino a sei mesi di carcere o multe.
Queste disposizioni non si limitano a colpire gli individui direttamente coinvolti, ma mirano anche a creare un’atmosfera di sospetto e divisione sociale. Famiglie e amici di persone LGBTQ+ possono trovarsi in una posizione difficile, poiché la mancata segnalazione potrebbe portarli a essere considerati complici.
Il ruolo della comunità internazionale
In questo contesto di repressione, le organizzazioni internazionali e i governi di tutto il mondo sono chiamati a impegnarsi attivamente nella difesa dei diritti umani in Ghana e Uganda. Esprimere solidarietà e supporto alle comunità colpite è cruciale per creare un clima di sicurezza e dignità . Le voci della comunità LGBTQ+ devono essere ascoltate e rispettate, affinché possa svilupparsi un discorso costruttivo capace di sovvertire queste tendenze discriminatorie.
La strada verso il riconoscimento e la protezione dei diritti LGBTQ+ è lunga e impervia, ma è fondamentale continuare a combattere per una società più inclusiva e rispettosa della diversità . La lotta per la giustizia e l’uguaglianza non può fermarsi davanti a leggi ingiuste, e i cittadini e gli attivisti di tutto il mondo devono unire le forze in questo fondamentale percorso di emancipazione.
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