El Niño: il “bambino” che sconvolge il clima globale
Il termine “El Niño”, che in spagnolo significa “il bambino”, è un fenomeno climatico che, quest’anno, si presenta in una forma di dimensioni eccezionali. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), questo El Niño “supersize” sta per raggiungere il suo picco, con una probabilità praticamente del 100% di continuare fino a febbraio. A causa di questo fenomeno, eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, siccità e alluvioni, saranno sempre più comuni.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha affermato: “La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque sconosciute, e queste acque si stanno riscaldando”. Ma cosa significa tutto ciò per il Regno Unito? Metro ha intervistato quattro esperti metereologi per chiarire la situazione.
Cos’è El Niño?
Ogni tanto, per motivi che gli scienziati non conoscono ancora appieno, la pressione atmosferica sopra il Pacifico cambia, indebolendo i venti che spingono verso ovest le acque calde. Questo porta alla formazione di una massa di acqua calda che, mentre evapora, solleva aria calda nell’atmosfera, provocando tempeste. Come spiega Aimee Mook, curatrice del National Maritime Museum di Londra, l’atmosfera riscaldata sull’Oceano Pacifico può portare a maggiori precipitazioni in alcune regioni vicino alle Americhe e a una riduzione delle stesse in posti come l’Australia, a seconda delle condizioni meteorologiche locali.
Un evento di El Niño si verifica ogni due a sette anni e dura per la maggior parte dell’anno, raggiungendo il picco a dicembre. È parte di un sistema più ampio noto come Oscillazione Sud-El Niño, che comporta il movimento altalenante della temperatura superficiale dell’oceano e della pressione atmosferica sopra di esso.
Cosa rende “supersized” questo El Niño?
Gli scienziati misurano l’intensità del fenomeno in base all’innalzamento delle temperature superficiali del mare al di sopra della media normale. Questo El Niño sembra particolarmente potente: generalmente, un evento di El Niño aumenta la temperatura di circa 1°C, ma si prevede che quest’anno raggiunga un picco di 3.5°C, come afferma Steve Woolnough, professore di Scienze del Clima all’Università di Reading. “Qualunque cosa lo si chiami, questa temperatura è enormemente superiore a qualsiasi cosa mai vista o registrata prima”, aggiunge.
Attualmente, si registrano tre potenti uragani – Lowell, Karina e Marie – in fase di formazione nel Pacifico. Jim NR Dale, fondatore dei British Weather Services, sostiene che il peggio di questo “El Niño Godzilla” deve ancora arrivare. “Soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali”, avverte. “Siccità, alluvioni e incendi che devastano i raccolti sono altamente probabili, con un numero di morti potenzialmente catastrofico, specialmente in combinazione con il riscaldamento globale in atto”.
Quale impatto avrà sul Regno Unito?
Nonostante El Niño porti un aumento delle temperature nelle acque pacifiche, il suo effetto sul Regno Unito è generalmente inverso, dato che le isole sono un po’ troppo lontane per percepire i suoi effetti diretti. Tuttavia, come nota Stephen Dixon, portavoce del Met Office, “El Niño è solo uno dei diversi fattori che influenzano il clima europeo e britannico, ma aumenta le probabilità di un clima umido e tempestoso nella regione nei prossimi mesi”. Le esperienze passate con El Niño suggeriscono anche la possibilità di un colpo di freddo a fine inverno e all’inizio della primavera. Inoltre, i supermercati potrebbero dover affrontare carenze, poiché Asia e subcontinente indiano affrontano siccità e incendi devastanti.
E cosa dire di La Niña?
Alcuni meteorologi prevedono che, subito dopo El Niño, si verifichi un fenomeno di La Niña, il cui impatto è opposto. La Niña, ovvero “la bambina”, potenzia i venti e svuota il Pacifico dalle acque calde, causando l’asciugamento del sud degli Stati Uniti mentre allaga Australia e Asia. Tuttavia, Dale sottolinea che non avverranno consecutivamente: “Ci sarà un intervallo mentre il Pacifico passa da un fenomeno all’altro”.
Cambiamento climatico e il futuro
Gli scienziati non sono certi di come El Niño e La Niña possano evolversi in un mondo riscaldato dai cambiamenti climatici causati dall’uomo. Dal 1950, sei degli eventi di El Niño più forti si sono verificati negli ultimi undici anni, una statistica che alcuni esperti attribuiscono al riscaldamento globale derivante dalla combustione di combustibili fossili. Tuttavia, gli scienziati avvertono che gli El Niño sono fenomeni complessi, e potrebbe semplicemente trattarsi di una serie di sfortunate coincidenze.
In ogni caso, la combinazione di El Niño e cambiamento climatico non rappresenta una buona notizia. Questa situazione, insieme alla direzione senza precedenti di questo El Niño, ci porta verso territori ancora sconosciuti nei prossimi sei mesi.
#leggoscandinavia


