La ‘sfida marrone’ si diffonde in Spagna e risulta davvero disgustosa

Il ‘Reto Marrón’: Una Tendenza Allarmante Che Porta alla Chiusura delle Piscine Pubbliche in Spagna

Negli ultimi tempi, centinaia di piscine in Spagna sono a rischio di diventare un pericolo per la salute pubblica a causa di una tendenza online disgustosa che ha preso piede sui social media. Se stai mangiando, ti consigliamo di mettere giù il cibo prima di continuare a leggere.

Il cosiddetto ‘reto marrón’ è esattamente ciò che probabilmente stai pensando: una sfida che prevede di defecare direttamente in una piscina pubblica o di nascondere delle feci in un sacchetto all’interno di un costume da bagno per poi liberarle in acqua. Questo scherzo, partito come un’idea macabra su Instagram e TikTok, si è trasformato in una grave crisi sanitaria, poiché chi lo pratica registra il momento per poi condividerlo online, con l’obiettivo di chiudere la piscina.

Già, il ‘rito’ ha avuto conseguenze disastrose: oltre 300 piscine sono state costrette a chiudere in tutto il paese. È evidente che comportamenti del genere rappresentano numerosi rischi igienici, poiché le feci possono trasmettere batteri e virus nell’acqua.

Tra i virus che possono essere trasmessi ci sono il norovirus, insieme a batteri come la Salmonella e parassiti come il Cryptosporidium, resistenti anche al cloro delle piscine. Se un nuotatore dovesse accidentalmente ingoiare o inalare acqua contaminata, potrebbero insorgere problemi come dolori addominali, vomito, febbre e diarrea. I bambini sono particolarmente vulnerabili, poiché tendono a ingoiare più acqua mentre nuotano.

Non sorprende quindi che questa tendenza disturbante stia causando il panico nelle piscine spagnole, le quali devono essere svuotate e chiuse immediatamente se vengono rinvenute feci. Per legge, le piscine devono rimanere chiuse al pubblico per un periodo compreso tra 24 e 48 ore, durante il quale verranno pulite e filtrate a fondo, per poi essere testate più volte per assicurarsi che l’acqua sia sicura.

In alcuni casi, le piscine sono state costrette a essere completamente svuotate e successivamente riempite, comportando l’uso di migliaia di litri d’acqua – una spesa non indifferente, soprattutto per le piscine di piccole città che sono spesso i centri di ritrovo per le famiglie. Eventi programmati devono essere cancellati e la comunità si ritrova senza piscine nei giorni più caldi dell’anno.

Per cercare di fermare queste insensatezze, circa 50 comuni hanno emesso allerte pubbliche. Inoltre, le autorità locali stanno punendo i responsabili, con multe che vanno da 1.000 a 3.000 euro. Chi viene scoperto sarà giustamente bandito dall’accesso alla piscina.

Tuttavia, in luoghi come Picassent, il consiglio comunale sta adottando ulteriori misure: alcuni casi sono stati portati in tribunale e alcuni giovani sono stati multati per 5.000 euro. Le piscine stanno anche rafforzando la sorveglianza con la polizia, anche se identificare i trasgressori può risultare difficile, poiché non possono installare telecamere o richiedere un documento d’identità all’ingresso.

Purtroppo, questa situazione non è nuova. La città di Zamora ha già visto alcune delle sue piscine chiudere sei volte quest’anno e nel 2025, oltre 300 piscine sono state chiuse per lo stesso motivo. Ci scusiamo in anticipo con chi sta programmando una vacanza in Spagna quest’anno, poiché la pandemia del ‘reto marrón’ è ancora in corso.

In conclusione, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi rischi sanitari associati a comportamenti incivili come il ‘reto marrón’. Non solo compromette la salute pubblica, ma danneggia anche la comunità, influenzando l’accesso a luoghi di svago e divertimento per le famiglie. È un problema che richiede attenzione e azione immediata da parte delle autorità competenti e della società in generale.

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